Archive del 2020

Quale Guida #2 ?

domenica, 23 Febbraio 2020

E’ bello poter raccontare e condividere le proprie avventure, anche se in tal modo contribuiamo ad inondare la montagna d’informazioni, dati, report, immagini e video…

Raccontare significa anche interferire, togliere o limitare la possibilità di sperimentare in modo indipendente ed autentico i propri passi entro spazi d’incertezza.

La Guida che procede in testa, istruisce, controlla e assiste, può limitare l’efficacia dell’esperienza autentica e personale del gruppo che conduce?

La Guida che facilita, sorveglia e conforta, sceglie con misura il miglior contesto, ma lascia spazio all’incontro con l’incerto, con la sorpresa, amplifica il processo di conoscenza?

Laboratori d’esperienza per lo scialpinismo

lunedì, 17 Febbraio 2020

Per praticare lo sciAlpinismo può essere utile sperimentare l’incertezza che caratterizza la montagna invernale, oltre che dedicarsi alla velocità e ai metri di dislivello macinati.

Per diventare sciatori di montagna occorre destreggiarsi e far fronte a situazioni impreviste, come il superamento di una balza rocciosa o tratti di neve ripida inaspettati che richiedono l’uso di corda, piccozza e ramponi.

Un piccolo laboratorio per allenare l’esperienza, porsi domande, prendere coscienza delle proprie capacità e limiti, utile per affrontare nuove salite.

Peggio di shampoo e detersivi

domenica, 26 Gennaio 2020

Con il proliferare di piattaforme di vendita d’esperienze in montagna la guida alpina non si sottrae ai sottili condizionamenti della réclame e va a finire sotto la voce “prodotti”, accerchiata da motori e aperetivi, peggio di shampoo e detersivi.

Come orientarsi tra: “aperitivo in motoslitta nei boschi”, “cena in baita a Folgaria: trasporto in motoslitta”, “cena in baita con trasporto in funivia a Courmayeur”, “Pistenbully Tour a San Martino di Castrozza” o “giornata di freeride sulle Dolomiti con Guida alpina”?

Quando l’esperienza entra nell’orbita del consumo, il bersagliamento pubblicitario ci ingloba.

Così l’esperienza intesa come apprendimento lento, riflessione che necessita di tempi e modi appropriati, pare stia scomparendo, sacrificata in cambio di una spettacolarizzazione permanente, data in pasto alle tecniche più sofisticate per abbagliare il compratore.

Dove sta la consistenza, la realtà? Dove fuffa e finzione?

 

 

Montagne di grazia

domenica, 19 Gennaio 2020

Vecchie foto immediatamente raccontano montagne di grazia, anche se risalgono a periodi di fame e fatica. I luoghi mostrano quasi sempre segni di cura, misura e ospitalità.

Nell’immagine: cascate allo sbocco della valle del Ferro (Val di Mello). Tutto di granito: la valle sospesa, a gradinata (notare il circo del ciglio), le Cime del Ferro che fanno da schienale al circo. Al di là la Val Bregaglia. Foto G. Nangeroni 1927

 

Castello di Caspoggio

domenica, 12 Gennaio 2020

Le pietre d’angolo sono squadrate e scalpellate a mano. Sono di gneiss, granito e porfirite, non tutte reperite in loco, segno che i resti di queste vecchie mura appartenevano a un complesso difensivo di una certa importanza, posto al centro del restringimento della valle, in un luogo strategico per il controllo dei transiti e per l’avvistamento degli eserciti razziatori..

Sasso Moro d’inverno 3108m

martedì, 7 Gennaio 2020

Da ragazzo mi aggiravo spesso lungo le pendici della montagna e nei pressi della vetta dove affiorano le serpentiniti con numerose vene a perovskite, alla ricerca di questo minerale raro, dal colore bruno e abito perfettamente cubico.

Il Sasso Moro è uno dei migliori punti panoramici del gruppo del Bernina. D’inverno è una meta scialpinistica varia e interessante, soprattutto con percorso ad anello, con salita dall’Alpe Musella attraverso la Bocchetta di Fellaria, discesa dai canali settentrionali e rientro (che richiede attenzione) dai versanti che sovrastano il bacino di Gera.

Questione di scelte

giovedì, 2 Gennaio 2020

Sempre di più cresce il desiderio di frequentare la montagna con modalità non invasive, per raggiungere luoghi non compromessi, lontani da tracce di urbanizzazione, emissioni e rumori.

Luoghi dove si conserva il silenzio, ricercati perché interdetti ai motori, lontani da infrastrutture e per questo attrattive turistiche di interesse crescente.

Le motoslitte (occorre distinguere l’uso di certi mezzi per scopi di lavoro, di soccorso o civili, dall’uso per divertimento) sono attività decisamente antieconomiche per le comunità locali o quanto meno lo diverrebbero nel giro di brevissimo tempo, perché vanno ad erodere consensi, interesse e adesioni da tutte le forme di turismo virtuoso che con esse non possono coesistere.

Eppure gran parte degli operatori turistici locali pare abbiano scelto di sacrificare definitivamente il caratteristico percorso innevato di accesso a Chiareggio, più bel villaggio alpino della Valmalenco, destinandolo a nuove “escursioni” a motore, nonostante sia già ampiamente utilizzato dai cingolati per raggiungere i ristoranti in quota.

Il paesaggio è il luogo in cui viviamo, rispecchia quel che siamo.

Raffronti

 “Pronti all’avventura? L’escursione Valmalenco in motoslitta ha una durata di 2 ore circa su percorso innevato della splendida Valmalenco [..] Vi regaleremo momenti indimenticabili dove, oltre all’emozione di muoversi a bordo delle nostre motoslitte, attraverso luoghi unici e ricchi di panorami mozzafiato, in piena sicurezza. Da segnalare le escursioni con la luna piena….”

“Passeggiate invernali a Engadin St. Moritz. Con una passeggiata si apprezza la vastità dell’altopiano e, soprattutto al tramonto, la speciale luce dell’Engadina. I sentieri invernali che si snodano da Maloja fin oltre Silvaplana e St. Moritz sono ideali per le famiglie e, a seconda della neve, sono percorribili anche con i passeggini. Per una romantica gita invernale si consigliano gli itinerari…[..] Passeggiata invernale in Val Roseg. Chiusa al traffico e incantevole: questa valle è il perfetto scenario per una passeggiata invernale da favola”.

Mettersi in cammino al Sasso Bianco per cogliere la realtà

mercoledì, 1 Gennaio 2020

Bello raccontare le montagne attraverso le immagini, anche se in fondo sono solo una versione della realtà.

Una consuetudine forse esasperata dal primato della vista su tutti gli altri sensi?

Nel dubbio raccolgo ancora qualche scatto, ma è certo che la vista da un’informazione assai parziale, prigioniera delle apparenze…

Per cogliere il reale non resta che mettersi in cammino.