Archive del 2018

Lasciarsi sorprendere

venerdì, 27 Aprile 2018

Prendersi il tempo, osservare, cogliere la profondità delle relazioni, risvegliare il corpo come recettore di sensi, lasciarsi sorprendere dalla bellezza, lasciarsi intrattenere dallo stupore. Quante cose insolite e sconosciute possiamo esplorare entro una piccolissima superficie di foresta, anche a due passi da casa? Dove rocce ed esseri viventi ricreano un’incredibile storia naturale in miniatura?

Ritrovare il tempo al Piz Palù

martedì, 24 Aprile 2018

La bolla di calore in pochi giorni ha “divorato” gran parte della neve dell’inverno che sembrava non finire mai.

Saliamo con passo costante e cadenzato, dove la lentezza è compagna del silenzio.

Qui non esiste frenesia. La discesa tra i crepi richiede attenzione e più in basso la neve fradicia non consente spostamenti rapidi, solo delicati cambi di direzione…

 

Una scuola abbandonata racconta di più delle altre cose.

mercoledì, 18 Aprile 2018

“In primavera gli animali escono dal letargo. Gli animali selvatici in genere si uniscono a formare delle coppie, costituiscono i nidi e così facendo si preparano a procreare nuovi esseri viventi”.

Una scuola abbandonata racconta di più delle altre cose.

E’ l’unica casa intonacata dell’antica frazione di Dagua, tra fienili, dimore di pietra, volte, piccoli balconi e massi coppellati. Finestre aperte, silenzio, banchi e sedie vuoti, lavori dei bimbi sparsi  a terra, una grande mappa dell’Europa al tempo della guerra fredda, riportano le storie degli ultimi alunni che hanno frequentato questa piccola scuola di montagna alla fine degli anni ’70, dove la maestra saliva a piedi in un’ora dal fondovalle.

Montagna bianca e meraviglia

domenica, 15 Aprile 2018

Scivoliamo di fronte alla Becca di Luseney con un bianco allucinante dentro un perfetto “half pipe” naturale, che da quasi un senso di vertigine. Abbiamo calpestato e percorso: nevi ghiacciate, nevato, grossi accumuli di valanga, sino a neve satura d’acqua.

Vedere, sentire, assaporare questa montagna bianca non può che ampliare un gran senso di meraviglia.

 

Tour del Disgrazia con gli sci

giovedì, 12 Aprile 2018

Due giorni attorno ad una grande montagna. Finalmente un tempo libero, non strutturato, per sperimentare la natura in modo profondo.

Valli, ghiacciai, canali, passi e bivacchi fisseranno i ricordi e i benefici dell’esperienza.

Quando: con le condizioni idonee.

Quanti:pari gli artigli di un tetraonide.

Come: con muscoli e fiato.

Quantità o relazione?

domenica, 8 Aprile 2018

Lo svago e il piacere di muoversi negli ambienti naturali è fatto dalla quantità di spazi aperti o dalla nostra relazione con questi? Cerchiamo contatto con le montagne perché ci procurano piacere, che deriva del cercare, non solo nel trovare.

Disponiamo di processi percettivi raffinati, di grandi possibilità di movimento, eppure fatichiamo a partecipare pienamente alla ricchezza che ci circonda. Anche l’arrampicata, l’alpinismo e pure la “formazione outdoor”, spesso si ritrovano collocati dentro schemi ripetuti, dove si rincorre la natura per utilizzarla come uno sfondo gradevole o adrenalinico, a seconda dei casi.

Togliere questi schemi può essere un toccasana, una piccola rivoluzione, dove l’incontro inatteso con una salamandra può diventare espressione di “natura selvaggia” quanto una parete inaccessibile e remota.

Così, con nuovi occhi, forse si potranno svelare mille obiettivi, sempre nuovi, indeterminati, nascosti e segreti.

 

L’illusione della libertà

giovedì, 5 Aprile 2018

 PROPOSTA DI SCI A MOTORE TRADUZIONE
 

 

 

Se chiudi gli occhi sei ancora sotto il piumone. E quasi ti sembra di sentire ancora il profumo del caffè e il gusto della fetta di torta alle mele mangiata a colazione.
Ma se ti guardi intorno vedi solo montagne e cielo azzurro.
Certo, la temperatura non è quella che ci sarebbe se fossi ancora a letto ma il dubbio ti viene spontaneo: che tu stia ancora sognando?
Da lontano senti il rumore dell’elicottero che se ne va. Vi ha scaricati poco fa ed è volato via. Come se niente fosse. Come se per te e i tuoi amici fosse normale trovarsi in cima a una montagna in pieno inverno alle 9 di mattina. Il silenzio è amplificato dalla neve, ovattato.
Davanti al gruppo ci sono guida e maestro. Sono loro che vi hanno portato fino a li.
– Dove ci portate?
– Fidatevi, sarà una bella sciata.
A dir la verità non sai ancora dove sei. Se qualcuno ti dicesse di tornare al punto di partenza probabilmente andresti dalla parte opposta. Hai passato il volo in elicottero con il naso incollato al finestrino. Tutto troppo bello, troppo alto, troppo bianco per prestare attenzione a dove fossi diretto.
Non importa, c’è chi ti guiderà lungo quel candido pendio. C’è chi ti dirà dove passare, dove trovare la neve migliore e persino dove fermarti per non incappare in qualche pericolo.
La neve è luccicante sotto i tuoi sci, non vedi l’ora di partire. Aspetti il tuo turno. Prima parte il tuo amico. Curve larghe e veloci. Strillo di adrenalina, risate tra gli altri rimasti in cima. Poi è il turno della vostra amica. Elegantemente solleva cristalli di neve tra i raggi di sole. Pura gioia.
Bene, ora tocca a te. Respiri profondamente mentre guida e maestri, le cui indicazioni sono fondamentali per un’uscita in piena sicurezza, ti indicano una via completamente intonsa.
– Vai pure.
E tu fidati, che sarà una bella sciata.

“Dove mi porti? Eliski sulle cime di Madesimo” www.amolavaltellina.eu

Non conosci la montagna e non lasci spazio alla minima curiosità per poter imparare qualcosa. La città ti insegue ovunque, anche tra le cime, che non sapresti mai distinguere, tutte ti sembrano identiche, come quelle dell’etichetta riportata su una nota bottiglia di acqua minerale. Sei talmente abituato al termostato fisso a 25° che il tuo corpo trasportato come un pacco postale è incapace di attivare i sensi più elementari e quindi di percepire la realtà della montagna invernale. Ti fai catapultare passivamente in cima a una vetta che riesci a cogliere a malapena, come se si trattasse di una scenografia di cartapesta.

Sali in giostra, spaesato, non hai nessuna possibilità di entrare in consonanza con ciò che ti circonda, hai bisogno della guida e del maestro per poter accennare movimenti elementari, sei un ebete, non sai dove andare, ti muovi solo lungo un binario prestabilito, come dentro a un videogame.

Da solo non riusciresti nemmeno a pisciare. Attendi il tuo turno, di nuovo il fardello della città ti insegue, ti illudi di essere libero. Scodinzoli emettendo gridolini di piacere, non stai sciando, ma scivolando su un piano inclinato colorato di bianco che i giostrai ti hanno apparecchiato a dovere.  Sei ebbro di finzione, e pure convinto che nel “pacchetto” hai acquistato anche la “piena sicurezza”, come farsi un massaggio shiatzu o un corso di pilates.

Ora tocca a te, continua a replicare la schiavitù in cui vivi quotidianamente che ha la presunzione di essere libertà. Continua a ignorare la realtà e il significato del mondo dello sci fuori dai percorsi tracciati che ti obbliga a conoscere il vero volto della natura e ad ammirarne bellezza e grandezza, solo muovendosi in silenzio, dove l’unica energia impiegata è quella dei tuoi muscoli.

 

 

Un’occasione speciale per ricordare belle salite

domenica, 1 Aprile 2018

A Natale e Pasqua siamo inondati di auguri, veri e farlocchi, amplificati a dismisura dalle mille Chat App in circolazione. Depurati dalle scorie, restano quelli sinceri ed autentici, come l’immancabile telefonata d’auguri di Carlo (classe 1935), che ricevo da anni alla vigilia delle feste. Un’occasione speciale per ricordare alcune belle salite affrontate assieme e programmarne di nuove, dove ogni scalata si trasforma in un rapporto vivo con il percorso, che richiede apertura di sensi e intreccia una relazione di ricordi indelebili con i molteplici avvenimenti ed avventure trascorse in parete.

Venti centimetri neve fresca e leggera, cha sa ancora di inverno

venerdì, 30 Marzo 2018

Sono caduti ancora venti centimetri neve fresca e leggera, cha sa ancora di inverno. Fra pochi giorni quasi tutte le località sciistiche chiuderanno i battenti. La stagione è finita e passata la Pasqua lo sci da discesa si fermerà, è tempo di andare al mare. Poco importa se la neve è buona e abbondante, la temperatura gradevole e le giornate luminose.

E’ strano quest’utilizzo ricreativo della natura, che non si accorda con la sua variabilità. A novembre si rincorre il desiderio di primizia, prosciugando i bacini per sparare la neve sulle piste, mentre ora che abbonda non c’è più afflusso di sciatori e quindi si chiude…

Montagna bianca senza recinti

lunedì, 26 Marzo 2018

La montagna bianca è priva di confini e recinti, eppure gli instancabili “risalitori” in assetto sportivo si costringono in discesa nella stretta traccia battuta per guadagnare in velocità qualche metro ed evitare di spingersi per pochi tratti in piano.

Per noi è l’occasione per esplorare gli spazi aperti e disegnare un grande pettine di tracce parallele nella neve intatta.

Di ritorno dalle prime esperienze scialpinistiche, questo è un piccolo gioco che alza lo sguardo e lascia spazio al tempo e all’osservazione.