Archive del 2017

Calcare e granito

domenica, 14 Maggio 2017

Nelle guide d’alpinismo e arrampicata a volte capita che la parte più indigesta per il lettore sia la sezione dedicata alla geologia. Infarcita di terminologia per soli adepti, spesso la si salta a piè pari, perdendo così la possibilità di comprendere meglio l’essenza della nostra passione.

Per questo val la pena riportare le parole di Bernard Amy, che ben descrivono i caratteri distintivi di due “pietre” fondamentali.

Il granito pietra del Nord e delle terre fredde; il calcare pietra del sud e delle terre luminose. Il granito venuto dalla profondità della Terra, lava viva oggi immobile, come morta; il calcare venuto dalle profondità vive del mare, con dentro di sé la memoria di miliardi di esseri morti per dargli vita. Il granito roccia druidica monoteista, che nasconde spesso le proprie rune rettilinee sulle montagne che toccano il cielo; il calcare, roccia marina, creatrice, vivificata dal sole e dagli dei, donata a tutti. Il granito, puro e cristallino; il calcare, bastardo e duttile, come gli esseri umani. Il granito, anglicano, il calcare, latino. Il granito ascetico, spaccato dal gelo e dalle tempeste; il calcare, scolpito dalle acque, addolcito dall’aria e dalle sue luci. Il granito pietra settentrionale, primitiva e poco segnata; il calcare pietra meridionale e volubile. Il granito maschio, il calcare femmina. (….)Ma granito e calcare sono anche un’altra storia, che ci sfugge, che racconta a chi la sa ascoltare la vita di un pianeta che non cessa di rimodellare forme e rilievi. Lo fa così lentamente che gli alpinisti possono chiedersi se si tratta davvero della storia del pianeta degli esseri umani. Eppure, ecco le montagne, con le loro pietre, le loro valli, le pianure interne, cose del nostro mondo, anch’esse dunque nate, benché alcuni milioni di anni fa. Del resto cos’è un milione di anni per una montagna?

Toccare con mano ciò che viene raccontato

sabato, 13 Maggio 2017

Quest’anno è piacevole prestarsi alla cugina cieca della televisione. Ascoltando la radio non vien meno il senso di essere lì presente, di toccare con mano ciò che viene raccontato. Radiotelevisione svizzera edizione del 12-05-2017  dal minuto 3.20″

Mellopark

venerdì, 12 Maggio 2017

Salgo al Melloblocco, leggero, felice d’osservare l’ottima continuità organizzativa. Nell’area “mellopark”, tra i tanti nuovi sassi per tutti, emerge un grande blocco. Raggiungo la base proprio quando Babsi Zangerl afferra felina l’appiglio chiave che la porta in cima. Poco prima l’extraterrestre Megos ha passeggiato, ripulendo da gentlement in salita alcuni microappigli per i successivi tentativi delle ragazze. Arriva anche il giovane asceta francese Charles Albert, lo scalatore scalzo abbigliato no-logo, si siede e osserva. Nel frattempo il telefono squilla, è radiopopolare, in diretta, al Melloblocco.

Radio diario 01: un 4000 diverso prendendosi il giusto tempo

mercoledì, 10 Maggio 2017

 

 

 

Neve soffice e silenziosa

sabato, 6 Maggio 2017

E’ arrivata la neve!

Oltre un metro a 3000m. La montagna assetata e i ghiacciai ringraziano.

Ringraziano gli scialpinisti pazienti che hanno colto il momento giusto e oggi risalgono la Vadret da Pers trasformata in un enorme bacino rilucente. Un paio di cordate avanti a noi procedono come panzer, battendo la traccia perfetta nella neve profonda.

L’aria è fredda e la neve magnifica. Scendiamo con il sole alle spalle, ascoltando i nostri muscoli, scivolando su questa microscopica neve, soffice e silenziosa, che finalmente ha il profumo d’inverno.

 

Tempo diverso, per allenare l’esperienza

mercoledì, 26 Aprile 2017

Le raffiche di vento con neve pallottolare che arrivano da sud ovest battono sulla guancia sinistra e danno un riferimento alla rotta.

Non esiste tempo brutto o cattivo, semmai tempo diverso. Ci infiliamo nella perturbazione annunciata sprovvisti d’ogni strumento, per allenare l’esperienza,  i sensi, percepire la neve e l’inclinazione del pendio in condizioni di scarsa visibilità e ritrovare la via del ritorno. Ci incamminiamo verso la zona del Passo del Forno e nel white-out totale realizziamo d’essere sull’altro lato della cresta orientale della Cima di Val Bona, dopo aver trovato blocchi di “ghiandone” sotto la neve, al posto delle scure anfiboliti del Monte del Forno, non lontani dal canale d’attacco dello spigolo Gervasutti.

Neve, vento e più in basso i rododendri fradici d’acqua ci bagnano fino all’osso. Così ci ritroviamo un paesaggio diverso, dove le intemperie disturbano, ma rendono più intenso il gusto del viaggio.

Zucco dell’Angelone

venerdì, 21 Aprile 2017

Arrampicare all’Angelone significa esplorare un mare di roccia, utile per conservare il miglior ricordo dell’arrampicata su calcare, tra campi solcati, scannellature, vaschette di corrosione e fori di dissoluzione.

Nuova gestione rifugio Omio in Val Masino

mercoledì, 19 Aprile 2017

Nuova gestione al rifugio Omio in Val Masino.

Conosco Cristina e Graziano Gilardi da diversi anni. Assieme abbiamo salito numerose vette delle Alpi Centrali e non solo, percorrendo creste e pareti in ogni stagione.
Nel corso di tanti momenti trascorsi assieme in montagna si sono rivelati ottimi amici, piacevoli compagni di cordata ed esperti della montagna. Non vi è angolo del Masino che non conoscano; animati da una continua e costante curiosità e desiderio di scoperta hanno in pochi anni esplorato ogni vallata, dai percorsi escursionistici, alle più esili tracce battute solo dai selvatici, sino a diverse pareti granitiche del Gruppo e strutture di fondovalle.
Oltre ad aver maturato una corretta consapevolezza nel muoversi in ambiente, Cristina e Graziano possiedono soprattutto una gran passione per questi luoghi, accompagnata da una gran dose di umiltà e capacità d’ascolto.

 

Placca fantasia all’alpe Folcella

sabato, 15 Aprile 2017

Fare la guida partendo da casa zaino in spalla mette di buon umore, ha un sapore originale, come potrebbe essere di questi tempi mostrare il corpo privo di tatuaggi, in un mondo popolato da miriadi di tattoo.

Note: la placca fantasia è una paretina dimenticata di solido serpentino, ben esposta al sole, con una decina di lunghezze tra il IV e il VI chiodati negli anni ’90 Andrea “Gig” Savonitto, raggiungibile in un paio d’ore da Chiesa, transitando per mulattiere, maggenghi, vecchie baite, boschi d’abete, di pino silvestre e alpeggi panoramici.

Attraversare le Alpi con gli sci

lunedì, 10 Aprile 2017

Attraversare le Alpi a primavera con gli sci non è una semplice gita scialpinistica, ma un viaggio di scoperta, un passaggio continuo di frontiere minerali e vegetali che obbliga ad alzare gli occhi e non limitarsi al movimento meccanico di un passo davanti all’altro.

Risaliamo la Valmalenco con i ciliegi in fiore e  ci incamminiamo lungo i suoi ripidi versanti sino a raggiungere la capanna Marinelli al Bernina (2813m). Siamo gli unici viaggiatori provenienti dall’Italia.

Miriamo a nord, per  il ghiacciaio di Scerscen superiore, verso il passo Sella (3265m), alla base della grande cresta occidentale del Piz Roseg (3937m).

Oltrepassato il valico cambia la luce e l’orizzonte e ci tuffiamo in una lunga discesa solcando la Vadret da la Sella, aggirando qualche crepaccio e imboccando il giusto canale tra le rocce lisciate affioranti. Al piano ci ritroviamo a pattinare leggeri sulla superficie gelata del Lej da Vedret, sempre procedendo a nord, destinazione Pontresina.