Rinuncia

4 Agosto 2017

Non sempre si arriva in cima. A volte capita di tornare sui propri passi, nel pieno della notte, alla luce della frontale. Quando non ci si sente in forma e le gambe non girano a dovere, trovare una via di fuga prima del punto di non ritorno aiuta a ripensare ad un diverso approccio alla salita e alle difficoltà.

 

Ricordo e ritorno al Pizzo Cassandra 3226m

1 Agosto 2017

Con questo caldo il ghiacciaio soffre, numerose bédières dall’andamento tortuoso convogliano una gran massa d’acqua di fusione che improvvisamente si inabissa in profondi mulini.

Una giovane coppia si lega alla mia corda. I genitori di lei salirono in vetta al Cassandra una quarantina di anni fa. Il ricordo potente e indelebile tramanda ai figli il desiderio di tornare per percorrere creste e ghiacciai. Così si conserva una memoria condivisa, fondata su un luogo reale, scandagliato con tutti i nostri sensi nel corso della scalata.

Larici e fulmini

31 Luglio 2017

I tronchi contorti di due vecchi larici colorati dai licheni e bruciati dai fulmini aiutano a ricordare quanto siamo sbrigativi nell’osservare le cose e troppo spesso incapaci di  cogliere i mille particolari che consentono di trovare una reale intimità con i luoghi attraversati.

“La spirale” Valmalenco

28 Luglio 2017

Abbandonare la progressione verticale per inseguire un “canale di gronda” sospeso tra grandi pance di serpentinite lisciate dai ghiacciai ha un sapore del tutto particolare. Erosioni e marmitte si alternano a tratti rugosi con piccoli appigli trasformando l’arrampicata in un esercizio a tempo pieno della curiosità.

Disgrazia 3678m

26 Luglio 2017

Finalmente la temperatura di zero nella libera atmosfera torna sotto quota 3000m, la neve è compatta, il gelo fa da collante e tiene assieme le rocce rotte della montagna. La cresta Nord-Ovest si innalza a partire dal contatto tra le serpentine della Valmalenco e il granito del Masino. Il contatto litologico coincide con il breve canale che da accesso alla cresta Nord-Ovest: a destra le serpentiniti rossastre ricoperte di verglas, a sinistra il granito grigio.

Equilibrio

24 Luglio 2017

L’equilibrio fisico e mentale indispensabile per salire verso l’alto e per proteggersi è sottile, a volte dinamico, impercettibile. Lo si coltiva negli anni, poco alla volta, ma non è mai permanente e va richiamato ad ogni passo.

Lo si ritrova e si perde rapidamente, a seconda di mille fattori concomitanti, spesso imprevedibili, ambientali, personali ed emotivi.

Quello preteso ad ogni costo non esiste, né esistono maestri infallibili o dispensatori automatici, al massimo possiamo agevolarne la ricerca e facilitare la percezione.

Quale montagna rieduca alla felicità

24 Luglio 2017

Attrezzature o sensi?

20 Luglio 2017

Perché gran parte dei suggerimenti in circolazione, consigli e buone prassi da adottare in montagna partono da un elenco d’equipaggiamento e attrezzature da vestire e mettere nello zaino?

Perché non iniziare dal “sentire” e “sentirsi”, e invitare a percepire, oltre alle regole, lontani dalle tecniche, iniziando semplicemente a muoverci in consonanza con quel che ci sta intorno?

Perché non rovesciare l’ordine di priorità, lasciando in coda lo sterminato e mai completo elenco di accessori tecnici? Riabilitare attenzioni all’emotività e ai sensi, sempre di più relegati nel sottoscala delle conoscenze, non  potrebbe contribuire ad esplodere l’efficacia dell’apprendimento, andando oltre i consolidati processi razionali e cognitivi?

Meglio muoversi in infradito consapevoli o in scarponi disconnessi?

 

 

 

 

 

 

Cascate

18 Luglio 2017

La calura del fondovalle scompare percorrendo il sentiero nel bosco che porta al torrente. Bastano pochi minuti di cammino per ritrovarsi alla base di spumeggianti cascate, separate da piscine e grandi monoliti verdi modellati dall’acqua.

Piccole spiagge ombrose ospitano sculture e giochi d’equilibrio fatti con i ciottoli di diversa origine trasportati dalle piene. Un piccolo grande spazio che s’offre senza chiedere nulla in cambio, senza pagare il biglietto d’ingresso.

Cascate in località Le Prese in Valmalenco

Freccia gialla

17 Luglio 2017

Le nuove curve di Marylin, Ombre rosse, Pelle di luna, Rosso a metà, Filo dell’arcobaleno: sono alcuni dei nomi delle vie d’arrampicata dei primi anni ’80 sulle strutture di serpentinite sparse tra Campo Moro e la Val Poschiavina in Valmalenco.

I nomi richiamano la gran varietà di forme di queste rocce, dove le luci e i colori cambiano continuamente nel corso della giornata.

Una piccola freccia gialla, dipinta oltre trent’anni fa, si ritrova alla base di queste vie.

Oltre nessuno spit, nessuna sosta, solo le pieghe naturali del serpentino indicano la via. Una corda da 50m, un mazzo di nut, quelche friend e un paio di fettucce da strozzare attorno a piccoli larici bonsai che si trovano in parete sono il materiale occorrente.

Per percorrerle da capocordata detraiamo qualche grado dal livello di prestazione usuale che abbiamo su percorsi spittati, ignoriamo le vie moderne che a tratti intersecano o piratano le vie originarie, dimentichiamo gli imperativi della performance, della velocità, senza guadagnare tempo, ma perdendolo con eleganza.