Mentre i gesti della consuetudine convogliano le carovane dei “quattromilisti” al Bernina, le lontane e inospitali creste e cime attorno confermano la loro intensa e coinvolgente bellezza.
Qui si può realmente calpestare neve immacolata, respirare aria rarefatta e sentirsi sospesi sopra l’abisso.
Abitare sotto questa montagna è un piccolo privilegio.
Arrampicare alla Est del Rachele significa sfuggire ad ogni etichetta, classifica, attestazione.
L’avvicinamento è improbabile, fuori da ogni consuetudine del climber collezionista di metri di roccia, le difficoltà sono “classiche”, le vie praticamente senza chiodi, impossibili da ritrovare seguendo le relazioni stampate.
Ogni volta si passa da una parte diversa, perdendosi nel caos minerale, tra muri, diedri, spigoli e spuntoni.
Poi quasi per caso ci si ritrova a superare la magnifica placca rossa sommitale, che da sola vale il viaggio.
Mezzo metro di neve nuova ricopre la cima.
La discesa si arricchisce di istanti e nuove sorprese.
Esistono montagne, solo in apparenza minori, che meritano d’essere salite anche solo per il nome o per la singolare collocazione che svela insospettate geografie dei luoghi.
Occorre avvicinarle senza calcolo, senza conclusioni affrettate, per aprire inattesi spazi d’esplorazione.
In tal modo intuizioni e dettagli si inseguono e si svelano man mano si prende quota, per fissarsi saldi alla memoria.
Torre Bering 2500m:
-satellite occidentale del Corno del Colino ben visibile da Morbegno;
-si colloca dove il massiccio granitico del Masino piega a ovest e “l’uncinatura” di serizzo si allunga verso il lago di Como.
Impressioni incomplete di viaggio:
costa dei Cech, prati, pino silvestre di Pesc, baita Colino, bivacco, luci, nuvole, nebbie, vento sul volto, Orobie, alba, cristalli di anfibolo verde scuro, primule, pilastro, guglie, rododendri, genziane, camoscio, vetta, visuale dalle cime del Masino al Bernina, fondovalle, conoidi, corda doppia….
La scarsità di alpinisti tra queste cime è palese. Lunghi avvicinamenti, roccia non sempre solida e nessuna attrezzatura in loco (tre vecchi chiodi lungo la via), non rendono certo popolari le pareti.
Eppure la vastità degli ambienti, la storia alpinistica e la straordinaria diversità dei caratteri geologici, trasformano la salita in un’esperienza indimenticabile.
“Nessuno ha ancora salito lo spigolo e Corti sa che con Gervasutti in testa alla cordata potrà portarsi a casa il suo spigolo, e poi vuol fargli conoscere le valli del Bernina, a metà strada tra le Dolomiti e il Bianco. Il professore, l’ex studente e il capocordata salgono felicemente la Cima di Valbona incontrando passaggi di quinto grado.” 15 giugno 1933 prima salita. Desiderio di infinito: vita di Giusto Gervasutti – di Enrico Camanni.
Salire lo Spigolo Nord del Badile significa allontanarsi dalla società organizzata, da quel che accade al piano, sino ad entrare per qualche ora in uno spazio libero. Così prendiamo il largo sullo Spigolo, come una piccola barca a vela nella vastità del mare, dove al posto di onde, correnti e alisei attraversiamo una grande distesa verticale di granito solidissimo..
Raggiungiamo i gendarmi lungo la cresta al primo chiarore del giorno.
Nessun segnale, cartello, catena o altra facilitazione indica il cammino.
La montagna si svela standoci dentro.
Leggendo le pieghe della roccia, scoviamo il passaggio più agevole, spesso invisibile da lontano, ma che ci fa guadagnare quota rapidamente.
Senza affanno, ma con un’arrampicata fluida e regolare, presto ci portiamo sotto le rocce sommitali.
Alle 8.30 siamo in cima, con la luce morbida che solo il primo mattino sa regalare.
Ancora una volta abbiamo assaporato una relazione vitale con gli elementi naturali.
Abbiamo investito di più nel rinunciare a ciò che è superfluo, concentrandoci sul passo, fermo e leggero, piuttosto che riempirci lo zaino di ferraglia eccedente.
Sotto alle punte dei ramponi si osservano numerosissimi piccoli punti neri sparsi sulla superficie del ghiacciao.
Si distinguono a fatica ad occhio nudo, ma se li osserviamo con attenzione mostrano dei piccoli movimenti a scatti.
Si tratta della pulce dei ghiacciai, insetti che vivono sulla superficie del ghiaccio oltre i 3000 m; pare si nutrano soprattutto di polline trasportato dai venti e sono dotati di particolari proprietà anticongelanti che consentono loro di vivere a temperature sottozero!
Due cervi, una volpe e una pernice bianca in abito nuziale, sono i primi inaspettati incontri di questa lunga e calda arrampicata in quota.
Nessun altro scalatore sulle cime della Valle dell’Oro, forse per la neve ancora abbondante alla base della parete.
Il granito perfetto, la fatica del lungo avvicinamento dal fondovalle, l’ospitalità di Graziano e Cristina del rifugio Omio, il bagno rigenerante nel torrente ghiacciato, rendono l’esperienza diversa da qualsiasi altra attività di svago…
Utilizziamo i cookie per fornirti una migliore esperienza di navigazione sul nostro sito.
Funzionale
Sempre attivo
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono strettamente necessari al fine legittimo di consentire l'uso di un servizio specifico esplicitamente richiesto dall'abbonato o dall'utente, o al solo scopo di effettuare la trasmissione di una comunicazione su una rete di comunicazione elettronica.
Preferenze
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per lo scopo legittimo di memorizzare le preferenze che non sono richieste dall'abbonato o dall'utente.
Statistiche
L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici.L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici anonimi. Senza un mandato di comparizione, una conformità volontaria da parte del vostro Fornitore di Servizi Internet, o ulteriori registrazioni da parte di terzi, le informazioni memorizzate o recuperate per questo scopo da sole non possono di solito essere utilizzate per l'identificazione.
Marketing
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per creare profili di utenti per inviare pubblicità, o per tracciare l'utente su un sito web o su diversi siti web per scopi di marketing simili.