L’aria sottile dei 3000 metri alimenta la curiosità dei ragazzi. Una conduzione attenta, ma non invasiva, lascia spazio all’esperienza e alla scoperta, che immediatamente si traducono in salute in movimento e consapevolezza ambientale.
Archive del 2019
Passione montagna per la iGeneration
giovedì, 7 Marzo 2019Discesa per intenditori dal versante Est della Sassa di Fora 3363m
venerdì, 1 Marzo 2019C’è qualcosa di immediatamente reale in quello che proviamo quando dopo un lungo avvicinamento si affronta una discesa magnifica, quando nel giro di poche ore si passa dal sole cocente alla tormenta e dopo le prime curve un po’ contratte sulla neve dura, ci si lascia progressivamente andare, disegnando archi ampi fino a raggiungere i vasti pascoli alla base del versante.
Quante volte tendiamo a bruciare le tappe?
martedì, 26 Febbraio 2019Accelerare i tempi non è sempre necessario. Quante volte tendiamo a bruciare le tappe? Nel far macinare dislivelli e collezionare salite? Quanto siamo in relazione con il ruolo di “guida” o con i diversi stili di apprendimento dei nostri compagni di avventura in montagna?
Vecchie piste di Caspoggio da percorrere con occhi nuovi
lunedì, 18 Febbraio 2019In poco tempo la natura si riappropria degli spazi lasciati liberi dall’uomo. Giovani larici popolano le piste abbandonate. La risalita con le pelli di foca svela dettagli curiosi e scorci mai osservati.
Skilift in via d’estinzione
martedì, 12 Febbraio 2019Lo skilift è praticamente scomparso dai comprensori sciistici, sostituito pressoché ovunque da moderne cabinovie e seggiovie pluriposto, sempre più capienti, veloci e pure girevoli!
Sedili imbottiti e cupole trasparenti proteggono dalle intemperie e accolgono i tanti sciatori che affollano piste autostrade.
Eppure le vecchie sciovie, oltre ad essere impianti più leggeri e flessibili, erano parte integrante del processo d’apprendimento sugli sci.
Sacrificate in nome della portata oraria, favorivano un continuo esercizio d’equilibrio che aiutava a “sentire” la neve e gestire la trazione del piattello sotto al sedere che variava di continuo a seconda della morfologia del pendio.
Le cadute erano inevitabili, con il maestro che ti raccattava al volo. Forse per questo tutti ricordiamo l’emozione e la felicità che accompagnava la prima risalita autonoma e indenne alla sciovia del campo scuola.
Una risalita “attiva”, così diversa dal trasporto inerte che avviene in seggiovia, dove i più audaci sfidavano i cartelli di divieto, slalomando, oppure opponendosi alla trazione puntando i bastoncini sulla neve sino ad ottenere un effetto catapulta che proiettava verso l’alto…
Qualcosa di diverso da un corso di sci alpinismo..
sabato, 9 Febbraio 2019Esperienza o merce?
venerdì, 8 Febbraio 2019Come via di salita stiamo valutando sia quella dei tre monti dal Cosmiques che quella italiana dal Gonella. Inutile dirvi che stiamo vagliando diversi preventivi e vorremmo conoscere la vostra proposta”.
“Ciao,
grazie per avermi scritto.
Il Bianco è una splendida montagna, purtroppo vittima del suo successo e sempre troppo affollata, specialmente lungo la via comune dal Goûter o dal Cosmiques. Per questo vado fiero nel poter suggerire numerose salite nel Gruppo del Bernina che ancora consentono di godere del silenzio e della solitudine, per sentirsi, almeno per un poco, come primi esploratori alpinisti di oltre un secolo fa.
L’ascesa dal Gonella è certamente più selvaggia e meno battuta, ma in ogni caso, per affrontare una salita complessa ad una montagna che sfiora i 5000 metri, preferisco impostare un percorso di avvicinamento, con una o più salite preventive, utili ad affinare la cordata, favorire la conoscenza reciproca e gestire al meglio il rischio che accompagna ogni uscita in montagna.
Per questo non sono in grado di “quotare” il Monte Bianco, così come si può agevolmente fare per qualsiasi merce o prodotto di largo consumo.
Cordialmente
Michele
ps: questa è una mia opinione personale, non estendibile ad altri professionisti altamente qualificati che operano sulle Alpi
Due giorni in cammino e una notte in rifugio d’inverno
martedì, 5 Febbraio 2019Aprire la traccia nella neve profonda aiuta ad eliminare ciò che ha poca importanza. Solo così si diventa appassionati camminatori nella neve ed esploratori di questo primitivo mondo bianco.
La forza del gruppo si manifesta quando ci si alterna, in testa, ognuno in base al proprio fiato, per uno o cento passi, in modo da suddividere lo sforzo e risparmiare fatica.
Gestire e “giocare” con i limiti.
giovedì, 31 Gennaio 2019La Guida Alpina è, anzitutto, il conoscitore dei luoghi.
Può naturalmente muoversi su terreni nuovi e sconosciuti, gestendo la cordata al meglio, per trarre insegnamento dalla sperimentazione e conoscere il sapore del viaggio.
Quando gli spazi da percorrere e le pareti da salire appartengono alla propria Terra d’infanzia, ecco che i nomi e i dettagli delle cose assumono un significato diverso, diventano vere e proprie storie, che danno voce alla memoria del territorio.
Qui è possibile gestire e “giocare” con i limiti.
Questo segna una bella differenza, tra una conoscenza reale, di prima mano e una semplice, seppur tecnicamente inappuntabile, salita in cima ad una montagna.



























