Semplice, funzionale, leggero, resistente e durevole, bello da vedere e da indossare. Queste sono le caratteristiche di un capo d’abbigliamento da utilizzare in montagna. Non è facile districarsi nella pressoché sterminata offerta di prodotti più o meno tecnici dedicati alla montagna e all’outdoor. Da tanti anni ormai ho fatto una scelta votata alla semplicità: pochi capi essenziali e durevoli. Patagonia sposa alla perfezione questa filosofia d’utilizzo. Per tutte le salite alpine trovo perfetto il guscio esterno Stretch Element Jacket, con i calzoni Stretch Element Low Bibs o i più leggeri Alpine Guide Pants. Sotto indosso il pratico e multiuso capo isolante R1® Pullover, mentre per l’intimo non posso più fare a meno dei capi in lana merino (maglietta e calzamaglia). In fondo allo zaino lascio sempre il piccolo, leggero ma molto caldo, capo in piuma d’oca Down Sweater. Michele Comi
Archive del 2010
Vestirsi in montagna
domenica, 5 Settembre 2010Il Picco glorioso
lunedì, 30 Agosto 2010Monte Disgrazia 3678m – via normale.
“We were rounding the western shoulder of the outlying buttres upon our left… when behold the peak appeared. It is a glorious peak, rising right in front…”. Agli occhi dei viaggiatori inglesi inventori dell’alpinismo questa inviolata montagna glaciale apparve come meravigliosa. Stupore e meraviglia suscita ancor oggi, ormai 150 anni dopo la prima salita. Ottima l’ascensione in compagnia di Corrado, ormai contagiato dalla passione per l’aria sottile, tra nebbie e possenti vortici d’aria. Mic
Ortles 3905m – via normale
venerdì, 27 Agosto 2010Puntata veloce alla vetta più alta dell’impero austro-ungarico in compagnia di Giuliano. Montagna bella e maestosa, arrampicata varia e divertente. Consigliata ispezione pomeridiana preventiva a pochi minuti dal rifugio, per individuare il percorso migliore, utile per il sorpasso notturno delle cordate lente alle prese con le prime difficoltà….Mic
Punta Sertori 3195m – via Ying e Yang + via Marimonti
martedì, 24 Agosto 2010Combinando la variante Ying e Yang di sei belle lunghezze di corda con la seconda parte dell’estetica cresta Marimonti ne esce una combinazione di sicura soddisfazione, paragonabile per bellezza al vicino Spigolo Vinci. Dall’esile vetta, cavalcata agevolmente da Cris e Gra, le pareti cadono a picco sopra l’ombroso canale del Cengalo; splendida la vista sulla sterminata nord-est del Badile. Mic
Pizzo Badile 3308m – via normale
lunedì, 23 Agosto 2010Viste da lontano le pareti del Badile sembrano muraglie inaccessibili. Sul lato meridionale della montagna nel lontano 1867 il reverendo inglese William August Coolidge con le sue guide individuò la linea di salita più agevole alla montagna, percorsa ieri in scioltezza in compagnia dell’amico Corrado, gran maratoneta (ben quattro corse solo nel 2010) e appassionato tifoso dell’Inter! Mic
Volare
giovedì, 12 Agosto 2010Alcuni anni fa ebbi modo di ascoltare dal grande arrampicatore tedesco Alex Huber, in un buffo italiano dall’inconfondibile accento crucco le seguenti parole: “Non importa ze tu fare zei be o otto be, l’importante è che tu non mollare mai presa!”. Nella sua semplicità questa massima sintetizza la regola numero uno per chi pratica l’alpinismo. Evitare di cadere è, infatti, garanzia di una serena vecchiaia. Un discorso diverso merita l’arrampicata sportiva, dove la caduta fa parte del gioco e solo spingendosi al limite è possibile esprimere al massimo le proprie potenzialità. Cadere volontariamente è un’azione piuttosto difficile e decisamente contro natura, per cui ogni tanto può essere utile esercitarsi in situazioni favorevoli e non pericolose per abituarsi a spiccare il volo e soprattutto ad assicurare correttamente. Mic
Bivacco Taveggia
giovedì, 12 Agosto 2010Siamo in tre, ormai avvolti come bozzoli dentro le coperte nel minuscolo bivacco a quattro posti, quando due giovani alpinisti austriaci bussano al pesante portone metallico. E’ quasi buio, ma suggerisco loro di affrettare il passo e raggiungere il più comodo bivacco Oggioni 1 ora più sù…Sono stanchi e non se la sentono. Ci stringiamo e tutti e cinque troviamo spazio nella minuscola scatola di lamiera appollaiata su un balcone di roccia a picco sul ghiacciaio del Ventina. E’ strano ma nel corso della nottata nessuno russa o produce rumori molesti. Alle cinque, al primo chiarore accendo il fornello per fondere la neve. Con calma, districandoci tra zaini, corde, viveri e scarponi ognuno riesce a bersi un the caldo. Poco dopo lasciamo il nostro rifugio per affrontare le magnifiche rocce rosse della cresta soprastante. I raggi del primo sole paiono incendiarla. Mic
Cima di Vazzeda 3297m, Cima di Rosso 3369m – traversata
lunedì, 2 Agosto 2010Anfibolite, gneiss, granito, marmo, scisto e grandi sciami di filoni aplitici e metasomatici si alternano sotto le punte degli scarponi. Non ho mai scalato su tante rocce diverse in un sol giorno! Con l’inossidabile Alberto abbiamo fatto una traversata insolita, panoramica e selvaggia, con un ampio percorso ad anello dal Rif. Del Grande, con discesa per il bacino glaciale del Forno e rientro dall’omonimo passo sino a Chiareggio. La prima salita del Vazzeda, con la traversata verso la Cima di Rosso, fu compiuta dalla grande Guida della Bregaglia Christian Klucker nel 1882 con il bizzarro cliente russo Anton Von Rydzewski e la seconda Guida, l’ampezzano Mansueto Barbaria. Racconta Klucker nelle sue memorie: “Il percorso di questa cresta fu per me una gita meravigliosamente bella…..la varietà dei tipi di roccia che costituiscono questo monte, merita osservazione e costituisce meraviglia…”. Molti anni dopo, nel 1918, lo stesso Klucker accompagnò nella traversata il celebre geologo Prof. Rudolf Staub, uno dei fondatori della moderna geologia alpina: “Impiegammo molto più tempo par la salita perché il geologo con il suo martello persegue scopi diversi dal cacciatore di record….Il forte Thoni (il portatore) ebbe molte pietre da portare, ma si comportò assai bene nonostante il pesante carico. Al punto più basso della cresta tra le due cime ci furono lunghi esami della roccia e annotazioni sulle carte….”.
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Canale di Cresta Guzza
giovedì, 29 Luglio 2010La bufera diminuisce d’intensità. Siamo ormai al Passo Marinelli e finalmente il sole trafigge le nubi nere che si allungano verso sud. Il riverbero è accecante, brillano i cristalli di neve fresca, resi dal vento tondeggianti come minuscole palline di polistirolo; luccicano pure i cristalli di mica che tempestano i massi di granito sparsi sul ghiacciaio. Con Bénédicte e Daniel siamo sfuggiti alla tormenta scendendo rapidamente, tra i turbini di neve, il Canale di Cresta Guzza. Niente Bernina per questa volta…Mic
Punta Kennedy 3295m – cresta Est
giovedì, 15 Luglio 2010La Est della Kennedy è un ottimo test per sperimentare le tecniche di progressione e assicurazione in alta montagna su ogni terreno. Neve e ghiaccio con pendenze e condizioni diverse si alternano con una cresta slanciata di ottimo serpentino rosso. Alessandro ha dimostrato polivalenza e adattabilità ad ogni situazione. Mic





























