Se intendiamo la montagna bianca come qualcosa di diverso da un “oggetto” a disposizione ben gestito,
se muovendoci sulla neve intravediamo la possibilità di conoscere meglio alcuni elementi (neve, Terra, cielo, uomo) tra cui intercorrono relazioni assai complicate,
se dopo esserci informati e preparati ci viene il dubbio che conoscenza ed esperienza aiutano a ridurre una certa quota di rischio e di errori, ma non forniscono certezze, né risolvono tutti i problemi…
forse è possibile ricominciare ad occuparsi non solo di tecnica, ma di fiducia, paura, cura, emotività e “simpatia” con i luoghi, per allenare la propria esperienza sulla neve, unendo l’esplorazione di ambienti naturali assai rari e preziosi con uno sguardo verso il proprio modo di attraversarli.
Scegliere le curve migliori non dipende solo da quante capacità abbiamo o dagli attrezzi che indossiamo, ma da una fitta relazione di aspetti condizionanti: elementi naturali e meteorologici in continua evoluzione, tempo a disposizione per decidere, pressione psicologica, comprensione di ciò che accade, complessità organizzativa, tecnica e umana.
In tal modo proveremo a sciare mettendo a fuoco le relazioni con l’ambiente circostante e sensorialità, utili a ricordare che ciò che abbiamo a disposizione non è smisurato, così da ritrovare un senso della realtà e, perché no, anche del limite.
Destinatari:
-appassionati sciatori, principianti ed esperti, ragazzi e adulti desiderosi di provare qualcosa di nuovo;
-figure di riferimento tecnico e organizzativo di scuole sci, sci-club, CAI, gruppi sciatori.
-scialpinisti e sciatori fuoripista.
Luoghi di svolgimento: Valmalenco Gruppi del Bernina e Disgrazia.
Contattatemi per saperne di più.








