Il ricordo sulla carta

Alla fine della giornata, in cima alla parete, gli ho lasciato un piccolo compito:
«Quando torni a casa, disegna un ricordo di oggi».
Questo è il risultato.

Sul foglio c’è tutto: il cordino blu passato attorno al larice, il rododendro, il friend viola piazzato con cura, la corda rosa che ci univa e ci teneva in tensione, e sopra di noi – davvero – lo stambecco. Un guardiano delle rocce, metà Dio Pan, metà spirito della montagna, che ci osservava dall’alto in silenzio.

Raccogliere un frammento di documentazione attraverso un racconto spontaneo, fatto di segni e colori, restituisce a chi guida lo sguardo fresco del bambino sull’esperienza appena conclusa. In fondo documentare la nostra ascensione significa non solo archiviare, ma dare valore alle tracce, trasformarle in memoria viva. Qui la “bacheca” è un foglio di carta che mette in relazione luoghi, emozioni, gesti tecnici e simboli che ci aiutano a rielaborare quel che abbiamo vissuto.

Un disegno che racconta più di mille parole la giornata: tecnica, fiducia, stupore. La memoria viva di una scalata, vista dagli occhi di chi muove i primi passi in verticale.