Da diversi anni lavoro con gruppi di persone in percorsi di apprendimento in natura.
Ragazzi delle scuole, organizzazioni e aziende. Cambiano le persone e gli obiettivi, ma alcune cose tornano.
Ho imparato che non servono necessariamente prove spettacolari per mettersi in gioco.
Le sfide e le prove di coraggio, anche quando il coraggio è tra virgolette, possono accendere entusiasmi improvvisi, non sempre destinati a durare.
Più difficile, e forse più interessante, è creare le condizioni perché le persone entrino in relazione con gli spazi attraversati e tra di loro. Lo si intuisce dai volti che si distendono, dal respiro che si allarga, dal telefono che resta finalmente nello zaino.
Nasce allora un modo di esplorare insieme, mettersi in ascolto e scoprire qualcosa che da soli non avremmo visto.
La montagna non fa da sfondo. È parte dell’esperienza. È l’erba su cui si corre, il terreno che cambia sotto i piedi, la presenza degli altri, una difficoltà da attraversare insieme.
I ruoli abituali si allentano, le distanze cambiano. A volte basta un gioco per far affiorare sorrisi e risate che in altri contesti sarebbero rimasti nascosti.
Fuori dagli ambienti consueti, collaborare e comunicare smettono di essere parole da presentazione aziendale. Diventano gesti concreti, tentativi, aggiustamenti, occasioni per trovare una misura comune. Non sempre senza attriti, né senza qualche inciampo.
Forse è anche questo che cerco in questi percorsi: recuperare un rapporto diretto con la montagna, lasciarle lo spazio per suggerire domande e possibilità, senza pretendere di governare ogni passaggio. Imparare a osservare, prendere decisioni, condividere un’esperienza senza sapere già, fino in fondo, dove ci porterà.
Le giornate passano in fretta, per me come per chi partecipa.
Alla fine, dopo aver ripercorso i momenti della giornata e le sensazioni che li hanno accompagnati e magari intravisto qualche significato o nuova possibilità, sono stanco come dopo un’ascensione in quota, ma con la soddisfazione che nasce quando l’esperienza ha trovato una sua direzione.



