Non le più famose, né le più difficili.
Ma forse le più libere.
C’è qualcosa di prezioso nel non incrociare nessuno,
nel lasciare che il giorno si svolga senza gli sguardi di altre cordate.
Senza la pressione d’essere veloci o lenti,
senza sorpassi, soste obbligate, attese al freddo.
Senza il dover fare in fretta,
o giustificare il prendersi tempo.
Inseguire traiettorie dimenticate,
linee sottili senza tracce,
porta con sé un grande vantaggio: la solitudine.
Basta un’idea, un’intuizione,
un invito silenzioso.
Seguire una luce diversa,
un nome sulla mappa che non dice nulla a chi passa veloce.
Così si scoprono pareti diverse,
quelle che non si possono raccontare del tutto,
e che ti restano addosso anche dopo il ritorno.
Ecco, qui abbiamo una grande probabilità di non incrociare nessun altro.
E questo, oggi, è un privilegio raro.
