Alle prese con una verde milonga

Saliamo verso il mondo di granito, già percorso eppure ogni volta sorprendente.

Aspettiamo il pomeriggio per metterci in cammino, cercando di schivare almeno un poco la coda di caldo che non si allenta.

La piana del Porcellizzo, al tramonto, è la solita perla che riesce ancora a stupire.

Da lì in poi tolgo le scarpe e salgo piano, per gustarmi ogni passo.

Duemila metri di dislivello per arrivare, l’indomani, alle due semplici lunghezze finali, tra le più belle del Masino.

In cordata, tra cammino e scalata, si alternano pause e azione. Fluiscono chiacchiere e silenzi.

A un certo punto arriva una musica.

Il mio compagno di salita canticchia Alle prese con una verde milonga, con quel ritmo ipnotico, da musica arcana della pampa. Una verde milonga, qui tra tanto granito.

Finché Atahualpa
o qualche altro Dio non ti dica:
Descansate niño, che continuo io…

Diventa la colonna sonora della scalata.

E continua a risuonare anche il giorno dopo, quando siamo già lontani da quelle rocce.