Nuvole, poi una pioggia fine. Il gruppo si incammina nella valle insolitamente deserta.
Ci presentiamo lungo il cammino. Nel prato, un vitello è nato da poco. È ancora bagnato, il cordone ombelicale attaccato. La madre lo lecca e ci osserva guardinga mentre attraversiamo il pascolo.
Sul granito inclinato, mani e piedi cercano appoggio. La roccia si lascia leggere da vicino, nella grana ruvida e nelle vene aplitiche che sporgono dalla superficie.
Entriamo nella riserva senza incontrare nessuno. Ci fermiamo, ascoltiamo, osserviamo dettagli che il passo abituale lascia indietro.
Poi viene la notte. La luna disegna sulle pareti le pieghe della roccia, fa emergere rilievi e ombre. Il paesaggio cambia senza muoversi.
Al mattino ripartiamo cercando il sole. Ci aspettano le cascate, i salti di roccia, l’acqua che attraversa il granito. Si osserva, ci si aiuta a trovare un passaggio, ognuno mette a disposizione qualcosa.
È una formazione aziendale, ma per qualche giorno si lavora in un altro modo, a contatto diretto con il mondo in salita e con ciò che accade.
Alla fine ci ritroviamo a condividere quello che è successo. Cosa ci portiamo a casa?











