In mezzo ai boschi dimenticati troviamo piccoli troni di roccia, accoglienti per tutti.
I ragazzi mettono le mani sulla roccia per la prima volta. E’ un bel gioco, essenziale, creativo, in uno spazio diverso dalla quotidianità.
Si aggrappano con naturalezza, sorridono, cadono, ritentano, sperimentano nuovi equilibri, si incitano ed aiutano.
Qui non servono arnesi, impianti, ferrame, cavi, scalette, cartelli, regole e divieti. E’ una ricreazione libera, non strutturata, capace di esplorare la montagna dimenticata, lontana da giostre e stereotipi.
Anche se circondati dai rovi, la montagna abbandonata esprime un potenziale di vitalità inaspettato. Senza nulla di eccezionale da esibire, scopriamo che questi spazi sono luoghi preziosi, semplici e ospitali.
