Geo escursione esplorativa, note dal campo.

Percorriamo i terrazzamenti sino ai luoghi più alti. Troviamo muri costruiti ovunque vi fosse un po’ di terra per far crescere canapa, lino, orzo, granoturco, patate, segale ed erba da fieno.

Sassi e massi impilati ed aggrappati ai più impervi dorsi rocciosi, negli anfratti, persino sopra i massi più grandi. Sassi per mangiare, per abitare e per ricoverare le bestie. Sassi che sostengono scale e sentieri, che segnano i confini.

Scoviamo il maggengo dal nome esotico di Nàal e il póz che dava da bere a uomini e animali che abitavano il versante arido. Si tratta di una profonda buca sotto a un masso a cui si accede da una scaletta scavata nel gisc, contornata da un muro a secco.

Osserviamo letti che si collegano al tetto e tini di legno, usati un tempo non per il “glamping”, ma per riposare, raccogliere l’acqua e sopravvivere.

Troviamo segni e oggetti che raccontano le storie.

Saliamo ancora, fino al Scènc, ad inseguire il recinto ciclopico che delimita il prato più nascosto…

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