Se c’è qualcosa di insopportabile è il giudizio sprezzante da parte di chi ha raggiunto qualche abilità in montagna di fronte agli errori compiuti dai neofiti delle cime.
Se noi cosiddetti “esperti” ricordassimo i nostri giorni di apprendistato infarciti di sbagli di ogni tipo, forse eviteremmo di giudicare chi fa cose stupide, così come accade a chiunque muova i primi passi nei terreni d’avventura.
Imparare dagli errori è indispensabile come la libertà di trovarsi in ambienti difficili.
Sempre che l’avventura non sia un divertimento da consumare o una semplice fuga, ma un’occasione per comprendere le conseguenze naturali delle nostre azioni, assumendocene la responsabilità.

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