E’ l’ora delle cime e delle altezze.
Per diverse ore esiste solo la diorite ricoperta dalla neve nuova, mentre scaliamo avvolti da sbuffi di nuvole molti metri sopra il mare.
Sa fossimo catapultati quassù all’improvviso, tra il Pizzo Bianco 3993m e il Bernina 4048m, con queste condizioni, potremmo solo maledire queste rupi così inospitali, eppure lungo l’aerea cresta non c’è spazio per pensare a nulla se non al piede ramponato pronto a trovare la giusta presa.
Il lungo avvicinamento nella notte affina i sensi, focalizza l’attenzione ad ogni passo.
Nessun pensiero può essere rivolto all’esposizione, al vuoto, mentre la concentrazione mira alla risoluzione dei problemi d’equilibrio, di ricerca della via e del prossimo appiglio…
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