Sempre più spesso, con i miei compagni d’avventura sulla neve, sperimentiamo il percorso costruito passo dopo passo, senza mete prestabilite.
A partire da un’ispirazione, uno spazio da esplorare, ci lasciamo guidare dalla curiosità, dall’interpretazione dei versanti, dalla qualità della neve sino a comporre escursioni inaspettate.
Senza destinazioni precise, lasciamo campo libero all’intuizione, dosando impegno, fatica e difficoltà in base allo stato di forma mentale e fisica del momento.
L’imprevedibilità del tracciato si svela ad ogni istante, rafforzando attenzione e relazione con quel che ci circonda. E’ il trionfo dell’improvvisazione, intesa non come avanzare maldestro o a caso, ma prontezza a gestire e condividere l’inatteso, aggirare l’ostacolo, tornare sui propri passi o scovare la via d’uscita dopo aver imboccato un canale dallo sbocco incerto…
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