Nuvole nere, aria satura d’umidità, muschi zuppi d’acqua.
L’ammasso di blocchi di gneiss di ogni forma e dimensione ricopre l’intero versante.
La ganda che sto calpestando è il prodotto di un’antica paleofrana.
Pioggia, foglie e i licheni colorati rendono la superficie dei massi incredibilmente scivolosa.
Camminare per gande è il miglior esercizio propedeutico per l’alpinismo.
Per questo uno dei pochi corsi che vorrei organizzare, oltre a quello di “selvaticità“, è quello “dell’arte del camminare per gande”.
Muoversi tra le pietre risveglia tutti i muscoli, richiede adattamenti immediati e continui, sensibilità, passo felpato e rapido, precisione, occhio…
Siamo diventati tutti bravi a scalare, ma assai meno abili nel raggiungere le pareti.
Destreggiarsi nel cammino tra macereti viscidi e instabili è il primo importante passo per iniziare a salire verso l’alto.
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