Non esiste guida d’arrampicata o alpinistica che possa descrivere il piacere di mettere le mani sulla roccia riscaldata dal sole.
C’è qualcosa di immediatamente reale in quello che proviamo mentre ci muoviamo in parete e ci adattiamo alle forme della roccia.
Scrutiamo verso l’alto cercando la via, tra cascatelle d’acqua, placche, diedri e piccoli strapiombi.
Osserviamo da un’insolita prospettiva la vedretta del Ventina ancora ricoperta dalla neve residua di primavera e le sue imponenti morene laterali, l’odore della neve in rapida fusione e del ghiacciaio sale dal basso, trasportato dall’aria come una scia di profumo.
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