Narcotizzati dal rotore

La montagna torna bianca e l’attrazione fatale verso il rotore riprende quota.

Leggo ora un aggiornamento sul quotidiano La Stampa.

Di fronte alla possibilità di muoversi nel silenzio tanti trovano una conferma, un affermarsi della sensibilità necessaria per avventurarsi con le proprie gambe nei pochi spazi non invasi dal rumore che ci restano.

Cavalcare il desiderio di quiete che popola il nostro cammino sembrerebbe ovvio ed economicamente vantaggioso per chiunque si occupi di accompagnamento nella natura, chiunque tranne i narcotizzati dal rotore, disusati inseguitori dell’alibi sempre più inconsistente della “valorizzazione” commerciale della montagna.

eli

 

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