Cortocircuiti

Ci risiamo.

Da una parte il tipo in costume e praticamente scalzo sul Gran Sasso, fotografato ed esposto al pubblico ludibrio, con indignazione e insulti.

Dall’altra, qualche anno fa, un fuoriclasse della corsa in montagna in partenza per il record di velocità sul Cervino, leggero all’inverosimile.

E poi, molto più lontano dalle nostre montagne, un cacciatore San nel Kalahari, nudo, perfettamente a suo agio nel mondo in cui si muove. Noi, lì dentro, con il nostro rassicurante arsenale, non andremmo lontani.

La domanda allora è un’altra.

L’attrezzatura ci protegge dal mondo o dalla paura del mondo?

La differenza si gioca nel rapporto tra noi e l’ambiente.

Conta quello che indossiamo, certo, ma prima ancora sapere dove siamo, riconoscerne i segnali, intuire quando qualcosa sta cambiando. E soprattutto conoscere il proprio limite prima che sia la montagna a dovercelo spiegare, nudi o vestiti.

Il paradosso è che possiamo essere equipaggiatissimi e completamente impreparati.

E, a volte, quasi nudi adatti al posto in cui ci troviamo.

La misura comincia molto prima di infilare gli scarponi.