Note utili per attraversare la montagna bianca

Scala del pericolo valanghe

Nel linguaggio comune e nei titoli dei giornali spesso i termini rischio e pericolo sono usati come sinonimi.

In verità esprimono concetti assai diversi: il pericolo indica qualcosa che ha il potenziale di causare danni, mentre il rischio è la probabilità che si verifichi un danno, in base all’esposizione a tale pericolo.

Per fare un po’ di chiarezza ricordo che la scala europea del pericolo valanghe esprime un indice di pericolo, non di rischio!

In altri termini l’indice di pericolo fotografa la stabilità del manto nevoso e il sovraccarico necessario per provocare il distacco di una valanga, il rischio dipenderà da mille altri fattori concomitanti: il luogo prescelto per l’uscita, morfologia, pendenza, l’orario, vegetazione, le temperature, la numerosità del gruppo, le interferenze con altri frequentatori della montagna, la geometria della traccia, la linea di discesa, le cadute….

A titolo di esempio, con indice di pericolo 5molto forte (valanghe spontanee di dimensioni da molto grandi a estreme) ma io resto a casa davanti alla stufa, il rischio è pari a zero!

Con indice di pericolo 2moderato  (situazione valanghiva per lo più favorevole) ma mi muovo con gruppo numeroso, non distanziato, nelle ore centrali e con forte rialzo termico, il rischio schizza verso l’alto e vado al cimitero.

Considerato che il 30% delle giornate d’inverno ricadono entro l’indice 3 (marcato), e gran parte delle nostre sciate si svolgono entro questo scenario, se questo numero (anziché il pericolo) rappresentasse rischio 3 su una scala di 5 è come se giocassimo alla roulette russa con revolver a 5 colpi carico con 3 proiettili…

ARTVA

Dopo il clamore suscitato della pasticciata Legge Regionale n. 26 del 1° ottobre 2014 che rendeva obbligatorio l’ARTVA per “gli utenti delle superfici innevate diverse dalle aree sciabili attrezzate”, includendo ogni generica superficie bianca, tale obbligo pare proprio essere ridefinito dalla successiva Legge Regionale n. 15 del 26 maggio 2017.

Prima: “Gli sciatori fuori pista, gli escursionisti d’alta quota e gli sci-alpinisti DEVONO inoltre munirsi di appositi attrezzi e sistemi elettronici per consentire un più facile tracciamento e il conseguente intervento di soccorso” Dopo: Gli utenti delle superfici innevate diverse dalle aree sciabili attrezzate e, in particolare, gli sciatori fuori pista, gli sci alpinisti e gli escursionisti devono rispettare, in quanto applicabili, le regole di comportamento di cui al comma 2 e munirsi degli appositi sistemi di autosoccorso QUALORA SUSSISTANO pericoli di valanghe, verificando le condizioni climatiche anche attraverso la consultazione del Bollettino neve e valanghe di ARPA Lombardia per consentire interventi di soccorso”.

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