Ghiacciaio di Fellaria

Raggiungo il ghiacciaio inserendo il pilota automatico del ricordo sensoriale. Ogni roccia, morena e torrente di quest’angolo selvaggio della Valmalenco rappresentano una mappa della memoria assai familiare.

Alla base del roccione di gneiss rossastro che si alza sopra la grande morena della piccola età glaciale, sopra ad una cengia, ritrovo il solito grande cespuglio di genepy nascosto. Seguo i profumi delle pasture d’alta quota e poi quelli della flora alpina periglaciale sino a mettere il piede sul ghiacciaio. La seraccata scarica ad intervalli quasi regolari.

I miei compagni d’esperienza calzano felici i ramponi per la prima volta.

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