Con i ragazzi della scuola Steiner-Walford di Latina mettiamo presto da parte la carta topografica, assai precisa e basata sulla geometria della griglia, che celebra la precisione, ma rinuncia al contatto e alla sensazione. Per questo andiamo a sostituirla con la “mappa del racconto”, per lasciar spazio allo stupore.
Questa è una cartografia fatta di persona, fondata su immagini vive, create da una prospettiva personale che si accorda con i ritmi, le caratteristiche dei luoghi e nasce con l’esperienza ed attenzione. Una mappa che prende forma dalle rupi, da larici contorti, ghiacciai e torrenti spumeggianti di primavera, che esalta la relazione con questo mondo e, alla fine, indica la via.
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