Note degli alpinisti: 20 settembre 1975 bivacco Taveggia, quota 2845m presso il Passaggio della Vergine, alla base della cresta est della Punta Kennedy.
“Il vergognoso ed incivile deposito di rifiuti intorno e sotto al bivacco dovrebbe suggerire alle guide della Valmalenco l’opportunità di eseguire una pulizia in tutta la zona prossima al bivacco e quindi dotare il Taveggia di sacchi in polietilene tipo nettezza urbana da adibire alla raccolta e deposito della immondizia e rifiuti. Di quando in quando i sacchi neri pieni di rifiuti andrebbero poi gettati nei sottostanti grandi crepacci”.
“Le guide alpine della Valmalenco non sono degli spazzini”.

Le premesse antiecologiche del pensiero che utilizziamo anche oggi, seppur con diverse modalità, non sono forse le stesse di quasi mezzo secolo fa?
Di fronte al degrado evidente e misurabile non rinunciamo ad intervenire tuttora in modo pesante un po’ ovunque?
Allontanare i rifiuti, dai crepacci agli spazi lontani dai nostri occhi o non percepiti, è la soluzione? In un sistema chiuso come la Terra?
Per saper stare al mondo possiamo solo affidarci e sperare in soluzione tecnologiche?
Dove sono i nuovi modi di pensare?
La cultura ecologica sta solo nell’applicazione di qualche comportamento virtuoso o interpretazione tecnicistica?

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