Montagne o trofei?

Che si tratti di portare a casa una vetta, una raccolta di porcini, una fotografia, la logica del trofeo quasi sempre condiziona il nostro muoversi in montagna. Una sorta di prelevamento immediato, in grado di darci sollievo e soddisfazione.

Può esistere una via alternativa meno scontata e superficiale? Saper guardare, imporsi dei limiti, ma anche ricercare nuovi percorsi e significati?

Esplorare le rocce lungo la via abbandonata da decenni che conduce al rifugo più alto di Lombardia (3609m) ha un diverso valore rispetto al raggiungimento della vetta del Bernina districandosi tra le cordate?

Inseguire ed osservare i ciuffi di ranuncoli che per poche settimane fioriscono in luoghi tanto impervi da concedersi in visione soltanto a pochi è forse meno interessante rispetto al selfie sulla cima? Questi fiori aggrappati alle rocce a grandi altezze non rappresentano un’immagine di bellezza, qualcosa di irreale nell’atmosfera un po’ rarefatta delle altitudini?

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