Non è l’opera di un marmista, né di uno scultore, ma l’incredibile risultato dell’incessante lavorio del moto vorticoso dell’acqua nel corso dei secoli, con sabbia e ghiaia e ciottoli in sospensione, che ha agito come un tornio gigantesco.
Partendo da un piccolo invito o un punto debole della roccia il processo ha progressivamente innescato un’erosione circolare che ha moltiplicato esponenzialmente l’azione erosiva della massa liquida. Esplorare queste forme è una piccola ricerca di benessere, di immaginazione, che non necessita di nulla e ci ricorda che non c’è roccia che non abbia qualcosa da raccontare.
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