A volte nel bosco può capitare di sentire un canto variabile, un’insospettabile melodia con intonazione vagamente umana. E’ il richiamo verso la femmina del picchio nero e questa è la sua casa, creata a colpi di becco, con martellanti raffiche di percussioni eseguite con esattezza cronometrica.
Allenarsi a cogliere piccoli dettagli nell’ambiente della nostra inutile scalata può aiutarci a riconnettersi con il mondo, istruirsi alla semplicità e fuggire dall’apatia e cecità assai diffuse anche in parete, includendoci almeno un poco nella natura.
Nella foto: nido del picchio nero scavato nel tronco d’abete nei dintorni di S. Giuseppe (Val Malenco).
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