Pizzo Bernina da Chiesa in Valmalenco
Forse è ancora possibile salire le montagne per il piacere di gustare il tempo che passa, scoprire i luoghi e incamminarsi in un viaggio verso l’alto.
Così ci si può immergere in mondo inesauribile di sensi, per far nascere la passione per la semplicità, osservando la fauna, le rocce e il susseguirsi degli orizzonti vegetali, godendo del sorgere del sole e condividendo la gioia del tramonto al bivacco assieme ai compagni di viaggio.
Partire dal fondovalle significa diluire l’esperienza in un tempo dilatato, non replicare l’esistenza inquieta e frettolosa della vita di tutti i giorni, accrescere la possibilità di ritrovare una miglior percezione delle cose e perché no ristabilire una scala di valori che le abitudini collettive tendono ad eliminare.
Giorno 1: Chiesa in Valmalenco 1000 m – Alpe Musella 2021 m
Si supera il versante meridionale del Monte Motta, camminando tra pinete aromatiche, per poi risalire a mezzacosta la Val Lanterna, tra maggenghi, resti d’archeologia mineraria e una moltitudine di testimonianze di vita plurisecolare sulle Alpi, sino a raggiungere, per storiche mulattiere, il limite superiore del bosco e gli alpeggi, sostando al piccolo ed accogliente rifugio Mitta all’alpe Musella (foto Klaus Dell’Orto).
- Pietre verdi di Valmalenco
- Rupi e foreste sul filo dei 2000m
- Alpe Foppa
Giorno 2: Alpe Musella 2021 m – Bivacco Parravicini 3183 m
Risaliamo la selvaggia Val di Scerscen, con un avvicinamento inconsueto alla più alta cima delle Retiche. La prima parte del percorso si snoda nelle gole del torrente Scerscen che raccoglie le acque di fusione dei ghiacciai del Bernina; superati gli antichi sedimi dell’alpe Scerscen si accede ai circhi morenici superiori, costellati di colorate fioriture alpine, al cospetto della triade Roseg, Scerscen, Bernina. Attraverso un percorso avventuroso, lungo le rocce levigate appena abbandonate dal ghiacciaio, mettiamo il piede sulla vedretta per raggiungere il bivacco Parravicini, posto di fronte alla parete sud del Pizzo Roseg, su un cocuzzolo roccioso della bastionata che forma la sponda meridionale del ghiacciaio di Scerscen superiore.
- Vallone di Scerscen e ghiacciaio omonimo osservati dalla vetta del Pizzo Roseg
- Fioriture, morene e marmi chiari in Val di Scerscen
- Il torrente modella le rocce
Giorno 3: Bivacco Parravicini 3183 m – Pizzo Bernina 4050 m – alpe Musella 2021 m
Attraversata la vedretta puntiamo all’erto canale di Cresta Guzza che conduce al rifugio Marco e Rosa e a risalir la spalla nevosa sovrastante sino all’aerea cresta sommitale e alla vetta del Bernina 4050m. Rientriamo a valle, sostando al rifugio Marinelli Bombardieri 2813 m, sino all’alpe Musella.
- Poco sotto la vetta italiana.
- Cresta sommitale
- Monte Scerscen osservato dalla cima del Bernina
Giorno 4: alpe Musella 2021 m – Chiesa in Valmalenco 1000 m
Per un percorso alternativo, transitando dal lago Palù, ritorniamo a Chiesa.
- Lago Palù in una cartolina d’epoca
- Lago Palù in una cartolina d’epoca
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