Il Conte Bonacossa nella sua ormai introvabile guida alpinistica dei monti d’Italia descrive il Cassandra come “montagna, che dalla Val Ventina, appare corazzata di ghiaccio, di bell’aspetto”. La definizione è ancor valida, anche in tempi di deglaciazione spinta, soprattutto in questo periodo con pendii e creste carichi di neve residua primaverile, circostanza che rende la marcia faticosa, ma la montagna magnifica. Grosse nubi arrivano da sud ovest, il sole va e viene e crea giochi di luce inarrivabili nelle giornate di cielo terso. Siamo partiti direttamente da Chiareggio ed Andrea è in gran forma stamane, a tarda mattinata dai pendi esposti al sole partono lunghe slavine di neve bagnata a debole coesione che come una fiumana bianca solcano i canali e formano alla base caratteristici accumuli a forma di pera.
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