Lasciata l’auto a Primolo si inizia a correre in una pineta profumata su sentiero ricoperto d’aghi di pino. Prendendo quota si attraversano le ampie e perfette radure prative dell’alpe Pirlo e Giumellino, freschi ruscelli e un laghetto d’acqua trasparente che nasce dalla montagna. Al limite superiore del bosco lo sguardo si apre sull’intero gruppo del Bernina; il sentiero attraversa una “ganda” glaciale millenaria ricoperta di licheni colorati con enormi lastre che selciano la via. Vecchie miniere abbandonate, con cunicoli scavati nei marmi chiari, precedono di poco l’alpeggio posto tra i luoghi più panoramici della Valmalenco, su un ampio sperone al limite settentrionale della Val Toreggio, ancora imbiancato da una nevicata tardiva…Pochi centimetri di neve ricoprono il sentiero, la corsa si fa faticosa, ma ancor più divertente, per l’indispensabile ricerca d’equilibrio ed aderenza sul fondo irregolare e la discesa diventa una piccola sfida con se stessi per non “deragliare” ed avvertire con il giusto anticipo il limite di tenuta di suole, muscoli e articolazioni…
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