Saliamo lungo una grande onda increspata solidificata, stretta tra scure pareti di anfibolite.
Qui ogni gesto viene spontaneo in risposta alle condizioni del ghiaccio e non segue nessuna indicazione o regola prefissata da altri.
Seguiamo il flusso fino alla sommità e ci caliamo, attaccati a esili ontani rupicoli. Più in basso riposiamo al sole, seduti su un’isola di paglia che emerge dalla poca neve di questo arido inverno.
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