Secondo una ricerca pubblicata su Nature entro l’anno, cemento, asfalto, automobili e tutti i prodotti dell’uomo supereranno ogni foresta e tutti gli altri viventi che popolano terra, acqua e aria.
In pratica tutte le cose da noi create sovrastano, in termini di peso, la totalità di piante, animali e microrganismi che popolano il pianeta!
Solo la plastica pesa più dell’intera massa animale, mentre il cemento sovrasta di gran lunga (40%) tutto il resto.
Vista la voracità produttiva inarrestabile e irreversibile nei luoghi di vita e di lavoro, perché non tentare di frenarla almeno nei residui ambienti rigenerativi della montagna?
Perché entro questi rari spazi non possiamo limitare la proliferazione del mondo artificiale e produrre solo pensieri ed idee? E’ impossibile rinunciare ai mille oggetti con cui ci vestiamo e portiamo appresso, ma almeno potremmo tentare di non spargerne in giro altri a sproposito.
Perché dunque non rinunciare a nuove infrastrutture ad uso “turistico ricreativo” come tralicci, cavi, tubi, rotabili, segnali, croci e luci di natale?
Ha ancora senso spargere in quota nuovi chiodi, funi, cartelli, vernici, panchine, ricoveri, pali e belvederi?
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