C’era una volta il cristiania

cristiania [cri-stià-nia] s.m. inv. sport. Modalità di curvare o fermarsi mantenendo gli sci paralleli.

cristiània s. m. [da Cristiania, grafia italianizzata di Christiania o Kristiania, nome fino al 1925 della città di Oslo, capitale della Norvegia], invar. – Tecnica di voltata e di arresto con gli sci, introdotta dagli sciatori norvegesi e adottata poi in tutto il mondo, che si esegue a sci paralleli spostando con dosato avvitamento il peso del corpo verso la punta dello sci che al termine della curva si troverà a valle.

cristiania [cri-stià-nia] s.m. inv. Nello sci, particolare tecnica di voltata o di arresto a sci paralleli, introdotta dagli sciatori norvegesi.

Apprendo, in questi giorni di aggiornamento dei maestri di sci (lo sono dal lontano 1989), che la sempre eccelsa scuola italiana ha deciso di eliminare il termine “cristiania” dal nuovo testo tecnico per l’insegnamento dello sci.

Una piccolezza diranno in molti, tutto cambia, evolve e il nuovo “livello 4, abilità2 – collegare cambi di direzione con appoggio del bastone” è esattamente la stessa cosa…

Sarà, ma quel nome evoca qualcosa in più di una semplice curva sugli sci, segna il passaggio dai primi rudimenti, dalle prime goffe discese a spazzaneve, alle meritate curve che si imprimono indelebili nella memoria, oltre che nella neve.

Peccato aver rinunicato a quel nome familiare, facile da ricordare, persino musicale..

Meglio “oggi ho eseguito il mio primo cristiania”? Oppure il “mio primo L4 abilità 2”?

Nella foto dei primi del ‘900: sciatori nei dintorni di Kristiania.

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