La neve residua di primavera è ancora abbondante, specie nei versanti ombrosi. La piana dell’alpe Poschiavina è invasa dall’acqua di fusione, tra poche settimane le bestie troveranno un’ottima pastura.
Le piccole baite di pietra sorgono al riparo dei venti settentrionali, addossate alle rocce. Sono tante e variopinte le strutture per l’arrampicata che corrono parallele alla valle.
Il serpentino è noto per i suoi colori cangianti, a seconda dell’alterazione superficiale e della luce, variano dal nero cupo, al giallo oro, passando per tutte le tonalità di grigio-verde.
Su un vasto paretone striato sopra ai pascoli proviamo alcuni nuovi percorsi d’arrampicata, che andremo a svelare per l’estate.
Basta il luogo a renderli speciali; la roccia si rivela compatta, ruvida, ma al contempo sinuosa e ricca di appigli, con piccole, ma sgargianti, fioriture di primule rosse (primula hirsuta) che popolano le poco ospitali fessure nelle serpentiniti.
Un vero e proprio invito alla scalata!
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