Archivi per la categoria ‘scialpinismo’

Montagne nate dal fuoco e dal mare

lunedì, 25 marzo 2019

Puntiamo alla depressione all’inizio della cresta NNE della Cima di Vazzeda, nei pressi di un obelisco di rocce chiare che sovrasta il bacino del Forno.

Sciare lungo il Plattè di Vazzeda va oltre l’esecuzione di belle curve, significa scivolare al cospetto di montagne nate dal fuoco e dal mare.

Qui gli scuri basalti del Monte del Forno si accostano al granito dello spigolo Gervasutti alla Valbona, in contatto diretto con i marmi calcarei e dolomitici della Cima di Vazzeda…

Quanto siamo fortunati a sperimentare così intensamente il mondo fisico? Di avere tempo di indugiare e farsi delle domande per cogliere gli aspetti più sottili di ciò che ci circonda?

Disegnare la natura

giovedì, 21 marzo 2019

Siglare la neve con linee e curve che si adattano alle forme della montagna significa disegnare ciò che appassiona. Così la spigolosa traccia di salita merita d’esser lasciata intatta, non intersecata dagli archi di curva della discesa che s’allargano ad abbracciare l’immacolato alto bacino del ghiacciaio del Ventina.

 

Il vento che sposta le nuvole e gioca con il sole

martedì, 12 marzo 2019

La bufera si alza all’improvviso. Per ripararci dalle raffiche potenti troviamo riparo all’interno di una curiosa depressione conica nella neve che mette a nudo la superficie gelata del lago.

Il vento ghiaccia le mani, sposta le nuvole e gioca con il sole sino a permetterci una seconda risalita.

Ogni viaggio, anche piccolo entro pochi chilometri da casa, svela attraverso la metamorfosi dei luoghi nuove curiosità inaspettate.

 

Guardaroba naturale di bellezza

martedì, 12 marzo 2019

Percorrere la Vadret Pers dopo una tempesta di neve con un gruppo di giovani studenti è come esplorare un guardaroba di bellezza.

Qui al posto di abiti di valore, ritroviamo altri gioielli in grado di stupirci, lontani dai libri e dai musei.

In queste giornate, con questo silenzio di neve, è difficile scivolare impassibili, indifferenti al contributo di creatività e bellezza che i luoghi suggeriscono.

Grazie a Stefano per il contributo fotografico!

Passione montagna per la iGeneration

giovedì, 7 marzo 2019

L’aria sottile dei 3000 metri alimenta la curiosità dei ragazzi. Una conduzione attenta, ma non invasiva, lascia spazio all’esperienza e alla scoperta, che immediatamente si traducono in salute in movimento e consapevolezza ambientale.

Discesa per intenditori dal versante Est della Sassa di Fora 3363m

venerdì, 1 marzo 2019

C’è qualcosa di immediatamente reale in quello che proviamo quando dopo un lungo avvicinamento si affronta una discesa magnifica, quando nel giro di poche ore si passa dal sole cocente alla tormenta e dopo le prime curve un po’ contratte sulla neve dura, ci si lascia progressivamente andare, disegnando archi ampi fino a raggiungere i vasti pascoli alla base del versante.

Quante volte tendiamo a bruciare le tappe?

martedì, 26 febbraio 2019

Accelerare i tempi non è sempre necessario. Quante volte tendiamo a bruciare le tappe? Nel far macinare dislivelli e collezionare salite? Quanto siamo in relazione con il  ruolo di “guida” o con i diversi stili di apprendimento dei nostri compagni di avventura in montagna?

Foto tratta da “Sci e sciatori – le bellezze dello sci” A. Couttet, A. Lunn, E. Petersen, A. Rivera – 1930

Qualcosa di diverso da un corso di sci alpinismo..

sabato, 9 febbraio 2019

 

PROGRAMMA

Attardarsi o correre senza timore di rallentare o distanziare nessuno

giovedì, 24 gennaio 2019

Siamo solo in due su questa montagna bianca.

Possiamo attardarci o correre, senza timore di rallentare o distanziare nessuno. 

Proviamo a mettere a fuoco i dettagli: forme, neve, ambienti e il nostro modo di attraversarli. Questi particolari potranno essere organizzati e memorizzati in una forma tale da renderli immediatamente riconoscibili nel corso delle prossime uscite.

Quali curve?

sabato, 15 dicembre 2018

Conoscere i materiali, l’abbigliamento, l’alimentazione. Apprendere le tecniche di salita e discesa, le inversioni, i tipi di curva…Utilizzare con disinvoltura gli strumenti di autosoccorso, orientarsi, distinguere i cristalli di neve…

Sono i fondamenti di ogni corso di scialpinismo.

A volte mi chiedo se quest’ approccio non assomigli però allo studiare, persino troppo, ma in maniera parziale la verità.

Prima di buttarci a capofitto nello studio della “scienza della neve”, convinti che in tal modo andremo automaticamente ad incrementare la nostra capacità di prendere delle decisioni durante le uscite in montagna pensiamoci un momento.

In un ambiente assai complesso, dove i processi decisionali si susseguono in una continua evoluzione, attraverso fattori ambientali e umani altamente mutevoli, mettere a fuoco l’incertezza della percezione individuale è importante quanto indagare le abilità di ciascuno.

In pratica il solo addestramento senza assimilare l’esperienza può persino portare a un ingannevole senso di sicurezza.

Esser consapevoli che le emozioni tracciano in modo indelebile la quantità e qualità delle informazioni, assume un’importanza paragonabile, se non superiore, alla conoscenza degli accorgimenti tecnici necessari per affrontare la nostra uscita sulla neve.

Questo non significa proporre facili alternative semplificate, ma accompagnare l’apprendimento con una buona dose di curiosità, interesse, sfida e pure diritto all’errore.

Individuare i giusti contesti può aiutare a fissare l’esperienza, dando spazio alla creatività e alla possibilità di scegliere sin dai primi passi.

Trarre insegnamento dalla sperimentazione e conoscere cosa significa conoscere non meritano di stare in cima all’elenco delle cose da imparare?