Archivi per la categoria ‘sci fuoripista’

Quali curve?

sabato, 15 dicembre 2018

Conoscere i materiali, l’abbigliamento, l’alimentazione. Apprendere le tecniche di salita e discesa, le inversioni, i tipi di curva…Utilizzare con disinvoltura gli strumenti di autosoccorso, orientarsi, distinguere i cristalli di neve…

Sono i fondamenti di ogni corso di scialpinismo.

A volte mi chiedo se quest’ approccio non assomigli però allo studiare, persino troppo, ma in maniera parziale la verità.

Prima di buttarci a capofitto nello studio della “scienza della neve”, convinti che in tal modo andremo automaticamente ad incrementare la nostra capacità di prendere delle decisioni durante le uscite in montagna pensiamoci un momento.

In un ambiente assai complesso, dove i processi decisionali si susseguono in una continua evoluzione, attraverso fattori ambientali e umani altamente mutevoli, mettere a fuoco l’incertezza della percezione individuale è importante quanto indagare le abilità di ciascuno.

In pratica il solo addestramento senza assimilare l’esperienza può persino portare a un ingannevole senso di sicurezza.

Esser consapevoli che le emozioni tracciano in modo indelebile la quantità e qualità delle informazioni, assume un’importanza paragonabile, se non superiore, alla conoscenza degli accorgimenti tecnici necessari per affrontare la nostra uscita sulla neve.

Questo non significa proporre facili alternative semplificate, ma accompagnare l’apprendimento con una buona dose di curiosità, interesse, sfida e pure diritto all’errore.

Individuare i giusti contesti può aiutare a fissare l’esperienza, dando spazio alla creatività e alla possibilità di scegliere sin dai primi passi.

Trarre insegnamento dalla sperimentazione e conoscere cosa significa conoscere non meritano di stare in cima all’elenco delle cose da imparare?

 

Altre strade

giovedì, 29 novembre 2018

Per chi desidera muoversi in territori sconosciuti, accanto alle consolidate modalità di prevenzione, per muoversi “in sicurezza” sulla neve, alle giornate di autosoccorso, all’analisi dei dispositivi e al funzionamento degli ARTVA di ultima generazione….è pure possibile, con concretezza e senso della realtà, indagare le proprie capacità e i propri limiti, per apportare cambiamenti efficaci ai comportamenti che ci possono mettere nei guai.
#altrestrade
#FormazioneVendül

Meglio investire in esperienze o in attrezzi non strettamente necessari?

giovedì, 22 novembre 2018

Meglio investire in esperienze o nell’ultimo ritrovato tecnologico?

Farsi travolgere dallo shopping compulsivo da black friday o accontentarsi dei propri attrezzi, che in fondo hanno solo qualche anno e funzionano ancora benissimo…

Alt(r)e nevi

domenica, 11 novembre 2018

Se intendiamo la montagna bianca come qualcosa di diverso da un “oggetto” a disposizione ben gestito,

se muovendoci sulla neve intravediamo la possibilità di conoscere meglio alcuni elementi (neve, Terra, cielo, uomo) tra cui intercorrono relazioni assai complicate,

se dopo esserci informati e preparati ci viene il dubbio che conoscenza ed esperienza aiutano a ridurre una certa quota di rischio e di errori, ma non forniscono certezze, né risolvono tutti i problemi,

Forse è possibile ricominciare ad occuparsi non solo di tecnica, ma di fiducia, paura, cura, emotività e “simpatia” con i luoghi, per allenare la propria esperienza sulla neve, unendo l’esplorazione di ambienti naturali significativi ad uno sguardo verso il proprio modo di attraversarli.

Scegliere le curve migliori non dipende solo da quante capacità abbiamo o dagli attrezzi che indossiamo, ma da una fitta relazione di aspetti condizionanti: elementi naturali e meteorologici in continua evoluzione, tempo a disposizione per decidere, pressione psicologica, comprensione di ciò che accade, complessità organizzativa, tecnica e umana.

In tal modo proveremo a sciare mettendo a fuoco relazioni con l’ambiente circostante e sensorialità, utili a ricordare che ciò che abbiamo a disposizione non è smisurato, così da ritrovare un senso della realtà e, perché no, anche del limite.

Destinatari:

-appassionati sciatori, principianti ed esperti, ragazzi e adulti desiderosi di provare qualcosa di nuovo;

-figure di riferimento tecnico e organizzativo di scuole sci, sci-club, CAI, gruppi sciatori.

-scialpinisti e sciatori fuoripista.

Luoghi di svolgimento: comprensorio sciistico della Valmalenco (Valtellina), in pista e fuori.

Periodo inverno 2018-2019: ogni mercoledì.

Fine settimana su prenotazione.

Contattateci per saperne di più.

Neve incertezza e altre cosucce

giovedì, 18 gennaio 2018

Confesso che ho perso completamente il contatto con le ultime novità tecniche e i materiali proposti per lo scialpinismo. Ho visto in edicola una recente guida all’acquisto spessa come un vecchio elenco telefonico, ma non ha trovato spazio nella borsa della spesa.

Mi ha invece incuriosito un articolo pubblicato dall’American Avalanche Institute, dove si analizzano diversi aspetti legati al “fattore umano”, da cui si ricava che essere “esperti” nella tecnica e nelle scienze della neve automaticamente non ci trasforma in esperti nei processi decisionali.

Ho poi provato a ridisegnare, adattandolo, un grafico scovato in rete che descrive le “tre fasi dell’esperienza” che mi ha particolarmente colpito.

 

Piegamento e distensione!

giovedì, 11 gennaio 2018

Sono diventato maestro di sci alla fine degli anni ’80, con gli sci lunghi e stretti. Il testo tecnico di allora portava ancora la firma del gran capo degli istruttori Hubert Fink.

Piegamento e distensione erano un vero e proprio mantra che scandiva la vita dello sciatore, principiante e provetto, dalla virata a spazzaneve, dove si iniziava precocemente ad appoggiare il bastoncino combinandolo ad un’energica e plateale distensione verso l’alto, sino al raggio corto sul ripido, dove ci si piegava e distendeva come molle.

Non era semplice cambiare direzione e solo attraverso la “distensione”, con conseguente alleggerimento del carico sotto ai piedi, era possibile curvare, indirizzando gli sci verso una nuova traiettoria. Ricordo la perfetta esecuzione delle discese nei diversi archi di curva richiesta ai corsi esame, quasi un’ossessiva ripetizione di esercizi codificati sin nel dettaglio che non lasciava molto spazio all’interpretazione personale.

Forse anche per questo l’insegnamento secondo i canoni in uso non mi ha mai interessato molto, preferendo l’attività decisamente più libera e creativa legata al lavoro di guida alpina. Negli ultimi anni, con l’arrivo degli sci corti e sciancrati, tutto è diventato più semplice e quel vecchio movimento in verticale è praticamente scomparso dalle piste battute: con una semplice azione di “guida” dei piedi è possibile far cambiare direzione agli sci!

Quel che importa è che la perfezione, l’ordine e la sicurezza dei moderni attrezzi non arrivi a cancellare il piacere dell’utilizzo del corpo, privandolo della possibilità di sperimentare con consapevolezza un po’ di avventura, utile ad espandere le nostre potenzialità e conoscere i propri limiti. Sono convinto che sciare non sia solo un divertimento, ma un’occasione privilegiata per visitare la montagna d’inverno, dove la tecnica diventa un semplice mezzo per muoversi in silenzio, utile a conoscere gli ambienti naturali, evitando che diventino in misura crescente solo qualcosa da guardare e, in fondo, da ignorare.

Diamo forma a quello che non si vede

giovedì, 14 dicembre 2017

La vista diventa troppo spesso il nostro primo riferimento, a discapito di tutti gli altri sensi.

Proviamo ad ascoltare il suono degli sci nella neve nuova e profonda, quella vera. Una piccola esperienza utile a farci percepire l’estrema complessità della neve, degli innumerevoli cristalli che la compongono, sempre diversi l’uno dall’altro, a forma d’aghi, colonne o piastre esagonali.

 

Non vi sono del resto “metodi” veri e propri per lo sci…

lunedì, 11 dicembre 2017

Non vi sono del resto “metodi” veri e propri per lo sci….si tratta semplicemente di diventare uno sciatore consumato.  E per esserlo, non si devono conoscere solamente i movimenti da compiersi nelle diverse posizioni, ma si deve soprattutto avere una conoscenza profonda dei vari aspetti e delle molteplici forme del terreno. E qui sta una delle ragioni del nostro amore per lo sci; perché obbbligandoci a conoscere il volto della natura, esso ce la rende maggiormente cara, aumentando la nostra ammirazione per la sua bellezza e la sua grandezza. Sci e Sciatori;  A. Couttet, A. Lunn, E. Petersen, A. Rivera;  Istituto Geografico De Agostini 1930.

Il non-programma 2017-2018

Meglio di stagione

giovedì, 9 novembre 2017

Sarà la penuria delle ultime stagioni o la nevrosi da corsa alla “primizia”, ma bastano pochi centimetri di neve in quota a novembre per scatenare la corsa alle prime uscite, agli acquisti, alle proposte bianche.

Per me la neve va trattata come frutta e verdura. Diffido delle primizie, perché quasi sempre sono insapori ed amarognole. L’altr’anno decisi di uscire con gli sci gli solo quando la neve si depositò davanti alla porta di casa.

Intendo ripetermi e, nel caso non nevicasse, potremo sempre percorrere le montagne a piedi. Conoscere la reale conformazione del terreno e delle rocce senza neve di un percorso scialpinistico è la miglior fonte d’informazioni utili ad affrontare poi il percorso con gli sci. Quanti conoscono cosa si nasconde sotto la neve?

Intanto rispolvero la mia “merce”:

Tecnica e fattore umano: una proposta diversa

Sci e fuoripista

Sentieri bianchi

martedì, 17 gennaio 2017

Il sentiero innevato nel bosco attrae i bambini sugli sci meglio di ogni pista battuta. Qui il linguaggio adulto che ci portiamo dentro non funziona, perché incapace di vedere e comprendere l’esplorazione delle piccole cose.

Per scivolare lungo il sentiero servono occhi trasparenti e sinceri, per perdersi altrove, non seguire l’orologio e lasciarsi prendere dalla felicità.