Archivi per la categoria ‘pensieri – racconti’

Indizi per trovare la via

domenica, 26 agosto 2018

Più che consultare relazioni, tracce GPS, fotografie, discussioni su forum e APP di ultima generazione, risulta più comodo, immediato e utile riferirsi alla biografia e periodo dei primi salitori e seguire i solchi incisi sulla pietra, lasciati da generazioni di alpinisti, prima con gli scarponi chiodati, poi con i ramponi, un po’ come i segni lasciati sui gradini consunti dentro le chiese da chissà quante processioni di fedeli nel corso dei secoli…

Incidenti in montagna e negli ambienti naturali

domenica, 26 agosto 2018

Montagne sensa senso

domenica, 26 agosto 2018

“Ciao Michele come va ?
Pernottato ieri alla Marinelli con mio figlio di 8 anni . Esperienza sempre magnifica
Volevo chiederti : mio fratello vorrebbe salire sul Bianco dalla via normale francese . Cerca una guida. Tu saresti disponibile ad accompagnarlo (se le condizioni ambientali sono buone) Quanto potrebbe costare ? Grazie e buona serata”

“Bello! Tuo figlio conserverà il ricordo. Bravo.
Riguardo al Bianco ho rimosso dalle mie attività la sua frequentazione. soprattutto la normale francese. Troppa gente contamina l’esperienza, per me non ha più senso, cerco altre montagne, quasi sempre deserte o quasi. Grazie comunque!”

Illusioni a motore

mercoledì, 18 luglio 2018

Dovrebbe essere scontato ripetere che il solo modo appropriato per frequentare certi spazi della montagna non ancora raggiunti da strade o impianti di risalita consiste nel percorrerle a piedi. Camminare rafforza la conoscenza e mette appetito, occasione splendida per rendere più interessante le proposte gastronomiche estive sparse un po’ ovunque sulle montagne. Muoversi con le proprie gambe accende un piccolo sforzo personale, che agevola il contatto con quello che incontriamo. Eppure ogni qual volta si stigmatizza l’utilizzo di vari mezzi a motore per divertimento, sport o svago (non per soccorso o lavoro naturalmente) si alza la cantilena dei difensori dei diritti di tutti di poter godere del piacere delle alte quote. Non serve ricordare che esistono 8214 impianti di risalita sulle Alpi che già permettono di portarsi in alto, ovunque e senza sudare. Così si dimentica che il piacere di questi luoghi scaturisce da una buona dose di solitudine, dalla fatica per raggiungerli, dal silenzio. Non comprendere il senso di questo benessere, togliendo ogni sforzo alla salita, significa nutrirsi di finzione e pura illusione, perdendo ogni senso della misura e, alla fine, una grande occasione.

 

Grandi salite estate 2018

venerdì, 6 luglio 2018

Ripropongo, paro paro, lo schizzo della scorsa estate.

Unica differenza, di non poco conto, l’ascesa al Badile potrebbe riservare atmosfere di solitudine paragonabili a quelle vissute dal reverendo Coolidge durante la prima salita alla montagna. Ciò a causa della frana del Cengalo e del conseguente divieto d’accesso ai sentieri dalla Val Bondasca e chiusura del rifugio Sasc Furä….

Ferraglia

lunedì, 4 giugno 2018

L’elenco dei percorsi attrezzati e infrastrutture varie per accedere con facilità ai più disparati “luoghi selvaggi” si allarga sempre di più.
Per ogni valle alpina dotarsi di vie ferrate, ponti tibetani o “zip line” luccicanti, tutte indistintamente “mozzafiato” e “adrenaliniche”, pare essere un riferimento irrinunciabile.
E’ così. Impossibile pensare di opporsi a quest’ottimo gioco leggero, sicuramente un bel disimpegno, utile a combattere la noia che assale durante le calde giornate estive in montagna.
Il nostro immaginario si nutre di immagini, non della realtà delle cose.
Infatti, cavi d’acciaio, “pediglie”, catene, fittoni, scale metalliche, non ci appaiono per quello che sono: un artifizio, un pugno in un occhio, un’aggressione della roccia, un addomesticamento forzato; ma solo piccoli e trascurabili pezzi di ferro, addirittura ammantati di natura perché circondati da qualcosa di buono.
Così si finisce sempre dalla parte dei giusti.
Poco importa se continuiamo a sacrificare spazi inaccessibili, per promettere a tutti emozioni garantite e sicure.

Mappa del racconto

mercoledì, 30 maggio 2018

La cartografia moderna è una scienza quasi esatta, fatta apposta per eliminare ogni soggettività.
E’ basata sulla geometria della griglia, che codifica lo spazio, all’interno del quale ogni elemento è riconducibile ad un insieme di coordinate, così da consentire una precisa individuazione di ogni punto.
Prima del XVI secolo la cartografia era qualcosa che si avvicinava di più ad un racconto, che lasciava ampio spazio all’incertezza, allo stupore e alla memoria.
Distanze non in scala e riferimenti ambientali deformati e ingigantiti rappresentano i luoghi così come sono percepiti dall’individuo che li percorre.
Profili di rocce caratteristiche, alberi, case e torrenti, sono evidenziati come elementi e parametri vissuti entro una storia.
Impiegare una mappa del “racconto” al posto delle consuete carte topografiche, può aiutare a migliorare la nostra percezione del territorio.
Una cartografia speditiva, realizzata “su misura, anche se provvisoria ed imprecisa, incuriosisce ed aiuta ad attivare i sensi.

Abbassiamo il livello

domenica, 27 maggio 2018

Alzare il livello di difficoltà in arrampicata è probabilmente l’obiettivo principale di tanti praticanti e numerosi somministratori di corsi di vario tipo in seno a club alpini, guide, e associazioni sportive…

Per fare questo si insegna correttamente ad assicurare, a progredire, a volare, distinguere fix, spit, resine, chilonewton, piastrine gigi e freni tuber, destreggiarsi in nodologia e identificare al buio cordini dinamici precuciti da quelli in kevlar e dynema…

Percepire il baricentro, distinguere fasi statiche e dinamiche, favorire preensioni favorevoli, rilassare il diaframma, focalizzare schemi motori, gestire la progressione incrociata, in ambio, fare il triangolo, la sfalzata, la spaccata, la sostituzione e il vertice fisso!!

Tutto perfetto! Anche se a volte può capitare che la mole di informazioni da elaborare e l’ansia da prestazione, trasformino un piacevole momento di svago, sport, conoscenza e incontro con la natura, in un’attività non dissimile dal lavoro stressante da cui si desidera fuggire per qualche momento.

Abbassare il livello significa puntare ad esperienze meno dipendenti dal grado di difficoltà, mirando non solo a percorsi ben accessibili al proprio livello, ma che consentano soprattutto di essere messi a fuoco completamente, così da essere affrontati con maggiore autonomia e indipendenza.

Spuntare una sterminata checklist di tecniche e procedure non è sufficiente a tenere a bada la paura e a ragionare su come poter vivere bene entro un contesto verticale, soprattutto quando spingiamo unicamente sul superamento della difficoltà.

Per questo abbassare il livello non è da intendersi come una regressione, ma un invito a sperimentare il gioco, la scoperta di sé e dell’ambiente, con una scelta di obiettivi solo in apparenza più facili, che ci danno l’opportunità di vivere meglio quel contesto, tollerare e comprendere i rischi insiti in ogni attività condotta negli ambienti naturali e, alla fine, scalare con migliore efficacia e con meno fatica.

A piedi nudi nell’erba

martedì, 15 maggio 2018

Abbandonare le scarpe aiuta a pensare. I nostri piedi passano continuamente da scarpe a scarponi a pantofole e trovano libertà solo in pochi giorni di vacanza al mare.

Eppure camminare per qualche tratto a piedi nudi nell’erba è semplice, naturale e alla portata di tutti, anche se pare essere diventata un’esperienza rara. In fondo da un paio di milioni di anni l’uomo si è evoluto nel proprio ambiente naturale senza l’aiuto delle scarpe…

Mettere a fuoco l’attenzione su Luna Nascente

sabato, 12 maggio 2018

Solo quando mettiamo completamente a fuoco la nostra attenzione possiamo incontrare la roccia e gli ambienti che ci circondano.

Cercare un’intelligente sensibilità aiuta ad arrampicare su questo granito. O viceversa?