Archivi per la categoria ‘pensieri – racconti’

L’arte di camminare per gande

venerdì, 2 novembre 2018

Nuvole nere, aria satura d’umidità, muschi zuppi d’acqua.

L’ammasso di blocchi di gneiss di ogni forma e dimensione ricopre l’intero versante.

La ganda che sto calpestando è il prodotto di un’antica paleofrana.

Pioggia, foglie e i licheni colorati rendono la superficie dei massi incredibilmente scivolosa.

Camminare per gande è il miglior esercizio propedeutico per l’alpinismo.

Per questo uno dei pochi corsi che vorrei organizzare, oltre a quello di “selvaticità“, è quello “dell’arte del camminare per gande”.

Muoversi tra le pietre risveglia tutti i muscoli, richiede adattamenti immediati e continui, sensibilità, passo felpato e rapido, precisione, occhio…

Siamo diventati tutti bravi a scalare, ma assai meno abili nel raggiungere le pareti.

Destreggiarsi nel cammino tra macereti viscidi e instabili è il primo importante passo per iniziare a salire verso l’alto.

 

Indigestione di immagini

mercoledì, 31 ottobre 2018

Come districarsi tra bike, hike e paraglide? Come sfuggire dall’esposizione di merci colorate? Tra istruttori di zumba e di pilates? Counselor, noleggio scooter, piscine e centri termali?

Sempre più spesso ricevo proposte di inserzione da portali che presentano vetrine di professionisti e servizi annessi.

Forse  l’indigestione di immagini che ci viene somministrata, tra piccozze, auto di lusso, vino, cibo, saune e biciclette….nasconde una preoccupante cecità percettiva?

Dove stanno i luoghi che ci devono ispirare? Dove si è perso il grande archivio di saperi della montagna?

 

Abituali e invisibili

domenica, 14 ottobre 2018

Certe cose ci appaiono così abituali da diventare inavvertibili. Ci limitiamo ad assegnare loro un nome, perdendo la possibilità di conoscerle un po’ meglio.

Afferriamo gli appigli senza accorgerci dei minerali nascosti sotto ai polpastrelli, spazzoliamo la magnesite in eccesso buttando uno sguardo distratto ai coleotteri che si radunano sulla pietra in questi giorni d’autunno.

Un altro giro di giostra

sabato, 29 settembre 2018

Giorni fa mi aggiravo in Val Tartano, all’interno della grande paleofrana della Pruna, tra massi cicopici, boschi d’abete bianco e tappeti di muschio che ricoprono tracce di antichi sentieri abbandonati.  Osservavo il nuovo ponte sospeso, spuntato come un fungo a poca distanza, a collegare i ripidi versanti della valle.

“Pagando un biglietto di 5 euro è possibile infatti spostarsi da un versante all’altro della montagna immersi in un paesaggio da cartolina.” Recitano i comunicati diramati dai tiggì.

Ancora non sapevo del ticket, né della successiva inaugurazione in pompa magna della nuova attrazione da “brividi”. La reazione istintiva ancora una volta è stata di disapprovazione, ecco un altro giro di giostra, un’ulteriore spettacolarizzazione decadente della montagna, pensavo tra me, considerando che in un’ora di cammino lungo il sentiero che guada il torrente sul fondovalle, avevo riguadagnato una quota prossima a quella raggiunta dal nuovo incanto di metallo per turisti armati di “selfie stick”.

Osservando la processione adorante e sospesa mostrata dalle foto mi sono dovuto ricredere.

Se tutta questa gente resta appollaiata sul ponte, confinata e felice, in fondo evita di andare in giro a zonzo per sentieri, senza aggredire altri luoghi rari e preziosi, come i meravigliosi tappeti di muschio della Pruna, che potremo così tenere tutti per noi.

Basta proteste, “incazzature”. Acceleriamo la “disneylandizzazione” dei luoghi definitivamente persi, concentrando le masse, preservando in tal modo oasi di libertà sconosciute alle folle, rendendole fruibili solo a visitatori attenti e consapevoli.

A patto però di non farsi contagiare…

Disegno a mano libera

domenica, 16 settembre 2018

Disegnare a mano libera è semplice ed immediato. E’ uno strumento rapido per raccogliere i pensieri, per farne una sintesi, a noi stessi e agli altri.

Con il disegno si può ingannare l’attesa, raccogliere appunti di viaggio o di lavoro, oppure riassumere con un semplice schizzo mappe, idee, progetti e situazioni…

Non si tratta solo di salire verso l’alto

sabato, 15 settembre 2018

Arrampicare in questi luoghi e su questa roccia nata nelle profondità dal mantello terrestre regala felicità. Non si tratta solo di salire verso l’alto, sfidando la gravità, ma di scoprire ambienti e situazioni che altrimenti non si potrebbero conoscere.

 

Sentieri che attraversano le persone

mercoledì, 12 settembre 2018

Lungo il sentiero d’alta montagna appena “allargato” sarà ancora possibile camminare e riaccendere i pensieri?

Ogni nostro spostamento quotidiano si svolge su asfalto e cemento.

Così in pochi giorni i denti della ruspa hanno stravolto un’antica via.

Se i sentieri attraversano le persone come attraversano i luoghi, allora abbiamo perso un’altra grande bellezza e opportunità.

Val Poschiavina – Valmalenco settembre 2018

Saggezza nell’errore

giovedì, 6 settembre 2018

Non uso sci di legno, scarponi di cuoio, corde di canapa e nemmeno l’ascia da ghiaccio, per fortuna sostituiti da splendidi oggetti che alleviano fatica e aumentano il mio grado di protezione.

Lo stesso vale per l’automobile.

Incoraggiare il recupero di alcune sensibilità che finiamo sempre di più per dimenticare o ignorare, non credo significhi demonizzare la tecnologia ma, al contrario, consente di coglierne appieno utilità e prestazioni.

Nessuno è infallibile e gli errori non possono essere sradicati, al massimo possiamo tentare di anticiparli attraverso la coscienza dei rischi e delle contingenze da metter in atto per affrontarli, possedendo ed attivando quindi una vigilanza spontanea.

Cercare di comprendere quel che accade in natura, scegliere un’opzione tra quelle disponibili e decidere in pochi istanti sono tutti elementi che non possiamo delegare in toto alla tecnologia, così come è impossibile non andare a schiantarsi se prendo una curva a 200 all’ora con l’auto intelligente.

Commettere errori è un fatto normale, anche tra i professionisti altamente istruiti, capaci ed addestrati. La formazione e l’esperienza non eliminano la disposizione a sbagliare, ma possono cambiare la natura degli errori commessi e aumentano la probabilità di riuscire ad attivare compensazioni di successo.

Ritratti

lunedì, 3 settembre 2018

Bianco e nero, curve di livello, tratto forte, sfumo e tratteggio trasformano un foglio di carta in un incredibile ritratto di forme, rocce, torrenti e ghiacciai scomparsi.

Sul fondovalle riappaiono sentieri dimenticati e frazioni ora conglobate in una piastra urbana pressoché continua.

Carta IGM 1.50000 anno 1890

IGM 1.50000 anno 1890

“FORESTALI VERDI, CELSO CAROGNA”

martedì, 28 agosto 2018

Subito dopo l’alluvione del 1987, nel trambusto collegato con la ricostruzione dopo i danni arrecati dalla furia delle acque, una strada comparve al posto del vecchio sentiero di collegamento con l’Alpe Val Poschavina, in Valmalenco. Si racconta che un alpigiano dalla schiena dritta e il Corpo Forestale che denunciarono il blitz della ruspa e lo sconcio irreversibile, si ritrovarono quest’epiteto pennellato col minio su un grosso masso all’ingresso della Valle: “FORESTALI VERDI, CELSO CAROGNA”

La scritta venne poi cancellata, ma risulta ancora ben visibile la chiazza rossa che la rende non più decifrabile…

Leggo ora del progetto di “allargamento dell’esistente sentiero di collegamento dei pascoli dell’Alpe Poschiavina”, in pratica un prolungamento dell’accesso carrabile verso le alte praterie che, con un iter “tortuoso”, tra rifacimenti progettuali e bocciature da parte della Commissione del paesaggio, è giunto alla fase esecutiva.

Non serve ricordare che queste opere, pur animate delle più nobili intenzioni, si sono in passato rivelate come orride strade che hanno preso il posto dei sentieri preesistenti. Piste realizzate in fretta e furia dal ruspista, prive di qualsiasi attenzione e cura, senza aver considerato come i denti dell’escavatore in pochi attimi possono distruggere il lavoro fatto dalla natura nel corso di innumerevoli millenni.

Certamente l’iter di approvazione avrà tenuto conto della delicatezza dei luoghi, dove ogni azione incauta non può che essere irreversibile, ma troppe volte abbiamo visto come la mancanza di adeguate risorse abbia compromesso al ribasso l’analisi, il rilievo, la progettazione e l’esecuzione a regola d’arte.

Basteranno 43.937,71 euro (importo dei lavori) a impedire il sacrificio delle incredibili tracce di mulattiera selciata che si rinvengono lungo la prima balza oltre l’alpeggio? Segno probabile dell’importanza dell’antica carovaniera di collegamento con la Val Poschiavo? A contornare con perizia e sapienza zone umide tempestate d’eriofori e rocce montonate? A non tramutare porzioni di pasture pregiate in una striscia polverosa e invasiva?

Siamo certi che consentire l’avvicinamento con queste modalità dei mezzi motorizzati all’alpeggio e ai pascoli porti un reale beneficio per i luoghi e per chi vi abita?

Nel dubbio invito tutti i frequentatori di questo magnifico angolo della Valmalenco a vigilare sul corso dei lavori, osservare e fotografare ogni azione sospetta, ogni masso frantumato, ogni solco incauto lasciato nella terra.

Raccoglierò volentieri tutte le testimonianze fotografiche.

P.s. Nel 1987 dare del “verde” a qualcuno equivaleva ad un insulto, forse lo è ancora..?