Archivi per la categoria ‘escursioni singolari’

PAWEŁ ALTHAMER Franciszek

sabato, 10 Luglio 2021

Più che una mostra d’arte contemporanea, un cammino inusuale, dalla Valmalenco alla Val di Fex, attraverso il Passo Tremoggia, sino alla vecchia casa d’alpe trasformata in misteriosa cappella che ospita il Santo nudo di Pawel Althamer.

Photo by Marco De Scalzi – Courtesy Beatrice Trussardi Foundation

Dal 11 luglio sino al 29 agosto 2021 potremo attraversare le Alpi a piedi per incontrare i luoghi che ispirarono Segantini, Giacometti e Nietzsche.

Scavalcare le Alpi significa esplorare un continuo passaggio di frontiere minerali e vegetali, accompagnati dai cambi di luce e di orizzonte che obbligano ad alzare gli occhi e non limitarsi al movimento meccanico di un passo avanti all’altro.

Mountain Hut in Val Fex, Engadin Site of Pawel Althamer’s project for the Beatrice Trussardi Foundation 2021 Courtesy Beatrice Trussardi Foundation Photo by Marco De Scalzi

Cosa occorre: buona attitudine al cammino, scarponi ben rodati, curiosità.

Giorno 1 – Chiareggio 1612m, Passo Tremoggia 2929m, Val di Fex (Crasta) 1950m, Lej da Segl (Isola) 1810m, Maloja 1809m, Salecina 1793m. Pernottamento presso la dimora storica di Salecina.

“quello che distingue Salecina dalle case di vacanza di lusso è il numero delle stelle, sicuramente più numerose nella limpida conca di Salecina risparmiata dall’inquinamento luminoso”

Lungo la via visiteremo la ganda de Fex, dove i giuelée malenchi nei primi del ‘900 misero a frutto le loro conoscenze e abilità oltre confine ricavando tegole simili a quelle di serpentino estratte e lavorate in Valmalenco.

Val Fex

Giorno 2 -Salecina 1793m, Passo del Muretto 2560m, Chiareggio 1612m.

Passo Muretto

Contattatemi per saperne di più: ph 348-8403009 – michele.comi@stilealpino.it

Geo escursionismo

martedì, 29 Giugno 2021

10 e 11 AGOSTO 2021

Per visitare luoghi autenticamente selvaggi, sconfinati ed isolati, incuranti della presenza umana.

Per scoprire le meraviglie geologiche nel luogo in cui si trovano e la particolare combinazione che si crea tra risorse naturali e umane che rendono il luogo unico e irripetibile.

Per afferrare rocce nate dal fuoco o dal mare.

Per unire escursionismo e conoscenza della Terra.

giorno 1

ritrovo ore 9 località Franscia 1515m e avvio trekking lungo le gole e il vallone dello Scerscen, pranzo al sacco.

Transito dall’alpe Musella e dal cimitero degli alpini sino al rifugio Carate 2636m, cena e pernottamento.

giorno 2

salita al monte delle Forbici 2908m e rientro ad anello verso valle con laboratori d’esperienza in cammino. Arrivo a Franscia ore 18 circa.

Equipaggiamento consigliato

Zaino di dimensioni sufficienti per trekking di 2gg a partire da 35l

Scarponcini da trekking ben rodati

Pantaloni da trekking estivo (aggiungere calzamaglia se dovesse fare freddo)

Giacca-guscio impermeabile traspirante

In caso di pioggia un poncho o copripantaloni potrebbero essere utili

Cappello da sole, berretta e guanti leggeri, occhiali da sole e crema alta protezione

Borraccia o camel bag

Intimo termico e calze (con ricambio), giacca in pile, capo caldo (in piumino o sintetico).

Cibo per pranzo al sacco, barrette energetiche o un po’ di frutta secca da consumare durante il cammino

Piccolo asciugamano in microfibra

Sacco lenzuolo per notte al rifugio

Torcia frontale con batterie di scorta

Kit pronto soccorso, dotazioni personali

Bastoncini da trekking (consigliati)

Taccuino per annotazioni e da scrivere

Facilitatore d’esperienze: Michele Comi, guida alpina e geologo della Valmalenco.

Proposta in collaborazione con Rifugio Carate in Valmalenco.

Per informazioni e iscrizioni: michele.comi@stilealpino.it

Nuove esplorazioni e patto del non racconto

mercoledì, 2 Giugno 2021

Vi sono luoghi così rari e preziosi che meritano di non essere raccontati, se non per quello che suscitano in noi quando li attraversiamo.

Ormai abbiamo fatto il giro del globo e il globo è finito. Più conosciamo in superficie ogni spazio remoto, meno sappiamo penetrarlo nel dettaglio.

Più cediamo alla spettacolarizzazione, più rinunciamo a conoscere per davvero questi ultimi spazi selvaggi, ormai ridotti a piccoli scenari di “imprese” umane, troppo umane.

Pochi giorni fa, solitario, ho affrontato un’inedita ed entusiasmante esplorazione, al confine tra escursionismo ed alpinismo, tra arrampicata ed avventura.

Ho collezionato una serie di incontri e sensazioni così singolari ed inattese che hanno via via rafforzato in me l’idea che per riproporre questo viaggio occorre stabilire un’alleanza e un patto con i più fidati compagni di cordata: il patto del non racconto**!

Per questo ho deciso di non mostrare alcuna foto , suono o video riconducibile a questo Eden perduto.

Destinazione? Lo scoprirete in privato dopo aver accettato il patto del non racconto.

Quando? A partire da ottobre 2021.

Durata del viaggio 4-5 giorni.

Quello che posso anticipare è che mai come in questa avventura mi è capitato di mettere a fuoco una quantità e qualità di emozioni così forti.

Emozioni che ci forniscono informazioni per valutare le situazioni, ci inducono a raccoglierne di ulteriori, prendere decisioni, a organizzare le nostre scelte e il nostro comportamento.

Solo un luogo speciale come questo consente di mettersi in ascolto e favorire una tale sintonia fine, così potente da farci dimenticare la necessità corrente di frequentare i luoghi quasi sempre solo per esibirli come si fa con un trofeo, senza comprenderli realmente.

Dormiremo sotto a un cielo stellato, per riacquistare la percezione della volta celeste sino a riempire per intero il nostro campo visivo, circostanza assai utile per provare a ridimensionare il  nostro “io” supponente e magari tornare arricchiti alla nostra routine.

Questo viaggio è un’occasione per disfarci delle medaglie di latta con cui ci nutriamo ogni giorno, in una sorta di contagio collettivo.

Un’esplorazione utile a ridurre , almeno per un poco, quel distacco dalle emozioni e sensazioni fisiche reali che sono il tradimento delle istanze interiori più importanti.

**Patto del non racconto

Io sottoscritta/o…………………….

Confermo l’adesione al viaggio e all’esplorazione dell’Eden perduto

sottoscrivo il seguente patto del non racconto:

-mi impegno a non rivelare dettagli, descrizioni e informazioni dell’accesso e del percorso

-mi impegno a non divulgare e pubblicare alcuna immagine e/o video che ritraggono i luoghi attraversati

Pena l’esclusione con disonore e ignominia dal gruppo di esploratori erranti.

Pena la riprovazione di nostra madre Terra

In fede…………..

Requisiti: abitudine per diverse ore di cammino fuori dai sentieri, assoluta padronanza del passo, assenza di vertigini e capacità di muoversi in scioltezza su passi di I e II grado. Per le notti all’aria aperta servono spirito d’avventura, adattamento e spirito di squadra.

Contattatemi per le necessarie informazioni riservate e per consultare la mappa del racconto.

Sassaie rugginose sterminate

martedì, 17 Novembre 2020

“Si percorre l’enorme e fastidiosa distesa di ganda di massi (lasciando in basso il laghetto 2400m) fino alla base dell’anfiteatro roccioso…” Così il conte Alberto Bonacossa descrive nella guida dei monti d’Italia la sterminata sassaia rugginosa del bacino superiore di Sassersa ad una distanza planimetrica di Km 2.9 dalla porta de cà.

Eppure siamo certi che questo paesaggio lunare sia veramente così scomodo e scocciante? O lo è per il frettoloso alpinista cui importa solo arrivare in cima?

L’esperienza esplorativa di questo inconsueto mare minerale forse è distante da mete mirabolanti, ma non meno straordinaria.

Attraversare il labirinto significa cogliere sfumature, forme e pieghe dei mille blocchi gettati a terra come dadi, significa coltivare lo sguardo sulle piccole cose, dagli agglomerati lamellari di biotite ai cristalli sporgenti di magnetite.

Camminare leggeri, in un gioco di equilibrio continuo, per apprendere molto di più di quel che appare…

Monte delle Forbici 2910m, un balcone sul Bernina

venerdì, 12 Luglio 2019

Secondo alcune scuole di pensiero, una seggiovia alla Bocchetta delle Forbici, aprirebbe finalmente il Bernina ad una nuova frequentazione.

Basta faticare lungo i “sette sospiri”! I fastidiosi risalti morenici che danno l’illusione d’essere arrivati al rifugio Carate, mentre in realtà resta ancora l’ennesima salita da superare..

Per la verità il fantomatico impianto di risalita con stazione di arrivo alla Bocchetta era previsto e già messo sulla carta in un faraonico progetto denominato “Valmalenco 2060 – sogniamo insieme”, con tanto di resort e nuove piste sparse in quota, per fortuna rimasto allo studio di fattibilità…

Con la seggiovia a due passi, il Monte delle Forbici conserverebbe lo stesso fascino? O forse senza esserselo sudato con le proprie gambe l’aereo punto panoramico finirebbe per essere declassato a belvedere stradale qualunque?

Passeggiata di primavera alla capanna che non c’è

sabato, 23 Marzo 2019

Da queste parti, tra i piccoli larici e i blocchi di serizzo che emergono dalla scarsa neve residua dell’inverno doveva trovarsi la vecchia baita Nuccia dei Lenatti. Il piccolo rifugio inaugurato nel 1925 all’inizio della Val Sissone fu poi ceduto al CAI Milano che ne cambiò il nome dedicandolo a Giovanni Pigorini.

A settembre del 1950 un’alluvione se lo portò via senza lasciarne traccia.

 

Due giorni in cammino e una notte in rifugio d’inverno

martedì, 5 Febbraio 2019

Aprire la traccia nella neve profonda aiuta ad eliminare ciò che ha poca importanza. Solo così si diventa appassionati camminatori nella neve ed esploratori di questo primitivo mondo bianco.

La forza del gruppo si manifesta quando ci si alterna, in testa, ognuno in base al proprio fiato, per uno o cento passi, in modo da suddividere lo sforzo e risparmiare fatica.

Una scuola abbandonata racconta di più delle altre cose.

mercoledì, 18 Aprile 2018

“In primavera gli animali escono dal letargo. Gli animali selvatici in genere si uniscono a formare delle coppie, costituiscono i nidi e così facendo si preparano a procreare nuovi esseri viventi”.

Una scuola abbandonata racconta di più delle altre cose.

E’ l’unica casa intonacata dell’antica frazione di Dagua, tra fienili, dimore di pietra, volte, piccoli balconi e massi coppellati. Finestre aperte, silenzio, banchi e sedie vuoti, lavori dei bimbi sparsi  a terra, una grande mappa dell’Europa al tempo della guerra fredda, riportano le storie degli ultimi alunni che hanno frequentato questa piccola scuola di montagna alla fine degli anni ’70, dove la maestra saliva a piedi in un’ora dal fondovalle.

Larici

venerdì, 2 Marzo 2018

Oggi è brutto tempo, anche se in realtà dovremmo parlare di tempo diverso.

I suoni si attenuano e si svela un’inconsueta geografia dei luoghi.

Scariche di neve polverosa si sentono cadere lontano, ad intervalli regolari, sono le ripide pareti del Monte delle Forbici che si liberano dalla neve caduta nelle ultime ore.

Nel bianco navighiamo tra i larici, grandi e piccoli, piegati e contorti dalle bufere e dalle valanghe, hanno cortecce spesse, rossastre o annerite dai fulmini, colorate da licheni barbuti.

Sono larici pionieri che crescono sino 2500 metri.

Forse con il sole non li avremmo osservati con la stesso stupore.

Appennino Settentrionale

venerdì, 19 Gennaio 2018

Vento teso da Ovest, colline, luce, arenaria, campi arati. Boschi di carpini, centinaia di pioppi e giovani castagni dritti schiantati dal gelicidio di inizio inverno. Ovunque i segni sul terreno di caprioli, daini e cinghiali.

Più alpino delle Alpi?!