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Arrampicare può ancora essere un atto naturale

giovedì, 17 Giugno 2021

Arrampicare può ancora essere un atto naturale, come mettere un piede avanti all’altro, senza altro impegno oltre a quello di vivere l’istante che viene,  evitando di infagottarsi di troppi nodi, dove tecnica e strumenti sono un semplice mezzo per rinnovare la propria curiosità, aguzzare i sensi, conoscere ambienti rari e vivere bei momenti.

Nell’immagine: arrampicata sulle pareti nascoste di ottimo serpentino dell’alta Val Torreggio in Valmalenco.

P.s. Contattatemi se desiderate esplorare queste rocce. Non cercatemi per proposte adrenaliniche, aperetivi sulle crode, “clinic”, viste mozzafiato, viaggi da sogno, …non “ashtaggo”, non “briffo” e non aggiorno ogni stagione l’outdoor outfit.

Nuove esplorazioni e patto del non racconto

mercoledì, 2 Giugno 2021

Vi sono luoghi così rari e preziosi che meritano di non essere raccontati, se non per quello che suscitano in noi quando li attraversiamo.

Ormai abbiamo fatto il giro del globo e il globo è finito. Più conosciamo in superficie ogni spazio remoto, meno sappiamo penetrarlo nel dettaglio.

Più cediamo alla spettacolarizzazione, più rinunciamo a conoscere per davvero questi ultimi spazi selvaggi, ormai ridotti a piccoli scenari di “imprese” umane, troppo umane.

Pochi giorni fa, solitario, ho affrontato un’inedita ed entusiasmante esplorazione, al confine tra escursionismo ed alpinismo, tra arrampicata ed avventura.

Ho collezionato una serie di incontri e sensazioni così singolari ed inattese che hanno via via rafforzato in me l’idea che per riproporre questo viaggio occorre stabilire un’alleanza e un patto con i più fidati compagni di cordata: il patto del non racconto**!

Per questo ho deciso di non mostrare alcuna foto , suono o video riconducibile a questo Eden perduto.

Destinazione? Lo scoprirete in privato dopo aver accettato il patto del non racconto.

Quando? A partire da ottobre 2021.

Durata del viaggio 4-5 giorni.

Quello che posso anticipare è che mai come in questa avventura mi è capitato di mettere a fuoco una quantità e qualità di emozioni così forti.

Emozioni che ci forniscono informazioni per valutare le situazioni, ci inducono a raccoglierne di ulteriori, prendere decisioni, a organizzare le nostre scelte e il nostro comportamento.

Solo un luogo speciale come questo consente di mettersi in ascolto e favorire una tale sintonia fine, così potente da farci dimenticare la necessità corrente di frequentare i luoghi quasi sempre solo per esibirli come si fa con un trofeo, senza comprenderli realmente.

Dormiremo sotto a un cielo stellato, per riacquistare la percezione della volta celeste sino a riempire per intero il nostro campo visivo, circostanza assai utile per provare a ridimensionare il  nostro “io” supponente e magari tornare arricchiti alla nostra routine.

Questo viaggio è un’occasione per disfarci delle medaglie di latta con cui ci nutriamo ogni giorno, in una sorta di contagio collettivo.

Un’esplorazione utile a ridurre , almeno per un poco, quel distacco dalle emozioni e sensazioni fisiche reali che sono il tradimento delle istanze interiori più importanti.

**Patto del non racconto

Io sottoscritta/o…………………….

Confermo l’adesione al viaggio e all’esplorazione dell’Eden perduto

sottoscrivo il seguente patto del non racconto:

-mi impegno a non rivelare dettagli, descrizioni e informazioni dell’accesso e del percorso

-mi impegno a non divulgare e pubblicare alcuna immagine e/o video che ritraggono i luoghi attraversati

Pena l’esclusione con disonore e ignominia dal gruppo di esploratori erranti.

Pena la riprovazione di nostra madre Terra

In fede…………..

Requisiti: abitudine per diverse ore di cammino fuori dai sentieri, assoluta padronanza del passo, assenza di vertigini e capacità di muoversi in scioltezza su passi di I e II grado. Per le notti all’aria aperta servono spirito d’avventura, adattamento e spirito di squadra.

Contattatemi per le necessarie informazioni riservate e per consultare la mappa del racconto.

Trovare qualcosa di vero

sabato, 29 Maggio 2021

All’istante troviamo qualcosa di vero quando mettiamo mani e piedi sulla roccia scaldata dal sole. Subito possiamo scrollarci di dosso la connettività infinita del mondo tecnologico, per riacquistare la libertà del contatto e dell’impressione che ci fa questo mondo. Sentire le rugosità del granito e sperimentare la presenza corporea su una grande parete attiva sensazioni ed emozioni a volte soppresse o dimenticate.

Quanto siamo in grado di percepire ed ascoltare? Quanto accogliamo le nostre emozioni e prendiamo atto di quel che sta accadendo?

Nella foto le lunghezze sotto l’arco di pietra del Risveglio di Kundalini, via storica della Val di Mello. Se sei interessato a scoprire il fascino dell’arrampicata in Val di Mello, contattami. Non solo per salire una via, ma per un’immersione in un mondo, anche e soprattutto di sensazioni.

Luna e l’incontro con il grande stambecco color bosco

martedì, 3 Novembre 2020

E’ fermo, immobile, piazzato in mezzo alla ripida traccia di discesa, in un passaggio obbligato tra le balze di granito.

Non arretra, non scappa. Rivendica il suo possesso delle rupi, accenna una carica, sbuffa e muove ritmicamente le corna verso il basso.

Non è solo un magnifico stambecco color bosco, è Pan dio silvestre, il grande fecondatore, rapido nella corsa e imbattibile nei salti, amante della montagna e delle selve.

Solo lui sa danzare con le ninfe, spaventare viandanti e alpinisti incauti che attraversano i boschi.

Così dopo aver salito il celebre scoglio di granito incontriamo anche il Fauno, l’essere magico, in una splendida giornata d’autunno.

P.s. grazie al mio amico Marcello per le foto!

Vallone di Scerscen: scalate di ampio respiro

domenica, 20 Settembre 2020

Davanti il Bernina.

Sotto il vallone, scavato nel corso dei millenni dalle acque di fusione dei ghiacciai.

C’è odore di nebbia, che sale sospinta da una brezza ancora estiva. Si alterna a quello di erba secca, foglie di rododendro e di ginepro.

Un bel viaggio tra pilastri, canali, diedri, cenge, strapiombi, placche, fessure…

(Sasso Nero, versante Est, via “Nives” apritori Augusto Rossi e compagni 2017, 11 lunghezze 6b)

Gatta pelosa

martedì, 16 Giugno 2020

Chissà quanti millenni di erosione sono serviti per far si che la vena bianca (aplite), più refrattaria alla disgregazione, iniziasse a sporgere dal liscio muro di granito..

La processionaria, nota anche come “gatta pelosa”, ricoperta di peli urticanti che terminano con minuscoli ganci, non sembra preoccuparsi troppo dell’assenza di appigli e procede disinvolta tra licheni e minuscoli ciuffi di muschi dai colori ravvivati dalla pioggia.

Pensieri che scorrono in una giornata di ordinario aggiornamento tecnico delle guide alpine, dove freni, funi e chilonewton ritrovano la loro piccola collocazione tra strumenti e mezzi a volte utili per districarsi in montagna.

Punta Longoni, via Strapiombi per Mottarella

sabato, 30 Maggio 2020

La forma geometricamente complessa e policroma della parete, l’assenza di rigorose linee rette fanno assomigliare la parete ad una architettura di Gaudì.

Serpentino sinuoso, spigoli e diedri, si alternano a tratti verticali, fessure, tetti, camini, spuntoni, lastre e pilastrini..

L’arrampicata – rigorosamente clean climbing – si adegua, scovando la via con lunghezze brevi e incredibilmente tortuose…

Il tempo sfugge su Luna Nascente

domenica, 29 Settembre 2019

Ogni volta che percorriamo le nove lunghezze di corda di Luna Nascente il tempo sfugge, come se in quei momenti si fermasse, dentro un paesaggio di pietra difficilmente eguagliabile.

Diedri, fessure e placche si alternano fino al termine dello Scoglio di granito, dove riappare il bosco, alla vista di altre pareti impressionati.

 

 

 

Il sole inonda il grande arco di pietra di Kundalini

domenica, 15 Settembre 2019

Attacchiamo presto, il sole inonda la parete proprio sotto al grande arco di pietra.

La bellezza di un luogo è un fatto di sguardi, attivati dalla possibilità di cogliere una piccola meraviglia che da alla memoria un quadro e una atmosfera che ricorderemo a lungo, un privilegio accordato alla nostra esplorazione verticale.

 

Esplorazione al Russ del Giumellino

domenica, 28 Luglio 2019

Una prima lunghezza ci porta ad un punto morto.

Attrezziamo la doppia su uno spuntone, scendiamo.

Le corde si incastrano. Le risaliamo nel vuoto, per sbrogliare l’incastro.

Riattacchiamo più a destra, per una placchetta e strapiombo, non facili da proteggere.

Il temporale si avvicina. Obliquiamo per rocce magnifiche e mughi verso il canale di discesa.

Una catasta di blocchi crea un foro curioso nella cresta rocciosa.

Nessuna vetta, ma gli imprevisti e le nuvole conserveranno il ricordo di questa giornata, forse ancor più di una cima radiosa e scontata.