Archivi per la categoria ‘arrampicata’

Mettere a fuoco l’attenzione su Luna Nascente

sabato, 12 maggio 2018

Solo quando mettiamo completamente a fuoco la nostra attenzione possiamo incontrare la roccia e gli ambienti che ci circondano.

Cercare un’intelligente sensibilità aiuta ad arrampicare su questo granito. O viceversa?

Cacciatori di dettagli per l’arrampicata su roccia di primavera

sabato, 24 marzo 2018

E’ interessante diventare cacciatori di dettagli, dando spazio, tempo ed attenzione alla nostra esperienza in montagna o in parete.

Provare ad essere più recettivi può servire ad amplificare l’esperienza, con risultati incoraggianti rispetto al troppo agire o al semplice inseguimento delle salite in voga, della quantità di metri scalati o della difficoltà.

Per l’arrampicata di primavera vorrei suggerire alcune uscite sul granito del Masino, adatte a tutti, improntate al minimalismo tecnico e gestuale, per abituarsi a leggere le più piccole pieghe nella roccia e imparare a cavarsela con pochi moschettoni e qualche cordino, da abbinare a un piccolo set di protezioni veloci (dadi ad incastro).

Contattatemi per saperne di più.

L’aria sa ancora d’inverno, ma il granito invita all’arrampicata

martedì, 20 marzo 2018

L’aria sa ancora d’inverno, ma il granito invita all’arrampicata.

Non calpestate l’erba, non avvicinarsi agli animali, non oltrepassare la linea gialla, vietato tuffarsi, non dar da mangiare agli animali, divieto d’immergersi in acque non protette, vietato tirare sassi, vietato giocare a palla sulla spiaggia, vietato arrampicarsi sugli alberi, vietato sedersi a terra, vietato raccogliere fiori, vietato bere per strada,  guardare e non toccare è una parola d’ordine….

Ormai siamo circondati ovunque da una rete capillare di proibizioni, divieti, interdizioni.

Bastano pochi momenti d’arrampicata tra i macigni per rianimare un rapporto diretto con l’ambiente, una conoscenza che nasce dal fare, non solo dal guardare.

 

Il primato della tattilità

venerdì, 23 febbraio 2018

Le forma di appigli a appoggi non è unicamente il contorno geometrico, ma un certo rapporto con la loro natura (tipo di roccia). La pietra parla a tutti i sensi, oltre alla vista.

Per questo mentre ci muoviamo, specie su passaggi noti e conosciuti, arrampichiamo anticipando la portata dello sguardo.

E’ il primato della tattilità e pure del contatto olfattivo, sensi che si rimescolano e rimandano in automatico alla memoria e a un’esperienza che prende il corpo nella sua totalità.

 

Invito alla scalata

mercoledì, 6 dicembre 2017

Vedere l’allora novantaduenne Arne Naess (filosofo inventore dell’Ecologia profonda,  e primo salitore del Tirich Mir) mentre tenta di superare una roccia è un autentico invito alla scalata.

Chi ha avuto la fortuna vedere integralmente il film Loop (Genziana d’argento al Filmfestival di Trento nel 2007) non può che meravigliarsi di fronte all’emozione espressa da Naess al solo pensiero di poter salire su quel masso e gratitudine per esser stato un tempo in grado di farlo, mentre ammette sorridendo di non riuscire più a scalarlo..

Ascoltare le onde di granito su Patabang

venerdì, 27 ottobre 2017

Salire Patabang significa ascoltare le onde di granito. Meglio scalare leggeri, senza troppo esitare, sentendo sotto ai piedi la grande vena aplitica che taglia orizzontalmente la parete, per poi mirare agli approdi migliori costituiti da piccoli avvallamenti, cristalli sporgenti e “funghi” neri di anfibolite.

Arrampicare allo Scerscen

venerdì, 20 ottobre 2017

Una foschia densa ristagna là in basso, il coperchio d’aria pestilenziale della Val Padana sembra aver invaso anche il fondovalle della Valtellina.

La “Torre dei diedri” è una delle tante pareti in quota di quel vasto oceano minerale costituito dalle strutture dello Scerscen. Arrampichiamo liberi inseguendo i punti deboli della roccia, fuori da ogni recinto, scoprendo la via metro dopo metro. Un bel diedro finale, verde e lisciato dall’acqua, conduce in cima. Anche oggi abbiamo fatto provvista di scoperte.

E luce fu, autunno in Val di Mello

mercoledì, 11 ottobre 2017

La luce che improvvisamente inonda la parete non può essere descritta nella sua interezza con qualche frase.

La “serpe fuggente” è la fessura sinuosa che incide per cinquanta metri le placche di granito dove corre la via “Il risveglio di Kundalini”. Possiamo ripetere decine di volte la stessa salita per renderci conto che, alla fine, la nostra conoscenza rimane di superficie, incapace di cogliere l’infinita varietà dei colori d’autunno, dei profili delle rocce e l’ingegnosa esistenza di piante e animali.

Programma arrampicata d’autunno – Riserva naturale Val di Mello

mercoledì, 13 settembre 2017

Scalare senza salire in cima

venerdì, 1 settembre 2017

Imparare la lingua dei gesti, cercando le strategie più efficaci per superare la parete con le proprie forze e guardare le cose da un punto più alto, sono un bel mezzo per accelerare la conoscenza di sé e dell’ambiente circostante. L’arrampicata su roccia è un ottimo “agente lievitante” nella relazione tra uomo e rischio.

Con l’arrampicata si sperimentano equilibri e recuperano i giochi di ragazzo, anche attraverso le sensazioni della pietra dura sotto le dita e l’odore della polvere della roccia che permangono a lungo. Un bel mezzo per acquistare familiarità con la variabilità dei contesti naturali. Tenere a bada la paura, gestendo i rischi, offre un’inaspettata ricchezza d’esperienze, di coscienza della vulnerabilità sempre di più addormentata.

 

Foto Isacco