Archivi per la categoria ‘arrampicata’

Luna e l’incontro con il grande stambecco color bosco

martedì, 3 Novembre 2020

E’ fermo, immobile, piazzato in mezzo alla ripida traccia di discesa, in un passaggio obbligato tra le balze di granito.

Non arretra, non scappa. Rivendica il suo possesso delle rupi, accenna una carica, sbuffa e muove ritmicamente le corna verso il basso.

Non è solo un magnifico stambecco color bosco, è Pan dio silvestre, il grande fecondatore, rapido nella corsa e imbattibile nei salti, amante della montagna e delle selve.

Solo lui sa danzare con le ninfe, spaventare viandanti e alpinisti incauti che attraversano i boschi.

Così dopo aver salito il celebre scoglio di granito incontriamo anche il Fauno, l’essere magico, in una splendida giornata d’autunno.

P.s. grazie al mio amico Marcello per le foto!

Vallone di Scerscen: scalate di ampio respiro

domenica, 20 Settembre 2020

Davanti il Bernina.

Sotto il vallone, scavato nel corso dei millenni dalle acque di fusione dei ghiacciai.

C’è odore di nebbia, che sale sospinta da una brezza ancora estiva. Si alterna a quello di erba secca, foglie di rododendro e di ginepro.

Un bel viaggio tra pilastri, canali, diedri, cenge, strapiombi, placche, fessure…

(Sasso Nero, versante Est, via “Nives” apritori Augusto Rossi e compagni 2017, 11 lunghezze 6b)

Gatta pelosa

martedì, 16 Giugno 2020

Chissà quanti millenni di erosione sono serviti per far si che la vena bianca (aplite), più refrattaria alla disgregazione, iniziasse a sporgere dal liscio muro di granito..

La processionaria, nota anche come “gatta pelosa”, ricoperta di peli urticanti che terminano con minuscoli ganci, non sembra preoccuparsi troppo dell’assenza di appigli e procede disinvolta tra licheni e minuscoli ciuffi di muschi dai colori ravvivati dalla pioggia.

Pensieri che scorrono in una giornata di ordinario aggiornamento tecnico delle guide alpine, dove freni, funi e chilonewton ritrovano la loro piccola collocazione tra strumenti e mezzi a volte utili per districarsi in montagna.

Punta Longoni, via Strapiombi per Mottarella

sabato, 30 Maggio 2020

La forma geometricamente complessa e policroma della parete, l’assenza di rigorose linee rette fanno assomigliare la parete ad una architettura di Gaudì.

Serpentino sinuoso, spigoli e diedri, si alternano a tratti verticali, fessure, tetti, camini, spuntoni, lastre e pilastrini..

L’arrampicata – rigorosamente clean climbing – si adegua, scovando la via con lunghezze brevi e incredibilmente tortuose…

Il tempo sfugge su Luna Nascente

domenica, 29 Settembre 2019

Ogni volta che percorriamo le nove lunghezze di corda di Luna Nascente il tempo sfugge, come se in quei momenti si fermasse, dentro un paesaggio di pietra difficilmente eguagliabile.

Diedri, fessure e placche si alternano fino al termine dello Scoglio di granito, dove riappare il bosco, alla vista di altre pareti impressionati.

 

 

 

Il sole inonda il grande arco di pietra di Kundalini

domenica, 15 Settembre 2019

Attacchiamo presto, il sole inonda la parete proprio sotto al grande arco di pietra.

La bellezza di un luogo è un fatto di sguardi, attivati dalla possibilità di cogliere una piccola meraviglia che da alla memoria un quadro e una atmosfera che ricorderemo a lungo, un privilegio accordato alla nostra esplorazione verticale.

 

Esplorazione al Russ del Giumellino

domenica, 28 Luglio 2019

Una prima lunghezza ci porta ad un punto morto.

Attrezziamo la doppia su uno spuntone, scendiamo.

Le corde si incastrano. Le risaliamo nel vuoto, per sbrogliare l’incastro.

Riattacchiamo più a destra, per una placchetta e strapiombo, non facili da proteggere.

Il temporale si avvicina. Obliquiamo per rocce magnifiche e mughi verso il canale di discesa.

Una catasta di blocchi crea un foro curioso nella cresta rocciosa.

Nessuna vetta, ma gli imprevisti e le nuvole conserveranno il ricordo di questa giornata, forse ancor più di una cima radiosa e scontata.

Più metri in discesa. Disarrampicare!

mercoledì, 17 Luglio 2019

La misura delle difficoltà che uno scalatore può affrontare in discesa, con sicura e piena coscienza delle proprie capacità, deve rappresentare l’estremo limite delle difficoltà che egli affronta in salita.

Scomodare la celebre frase di Paul Preuss è probabilmente démodé…mi è ritornata alla mente leggendo il recente exploit di Jim Reynolds sul Fitz Roy, percorso in salita e discesa, senza l’uso della corda..

Eppure la capacità di arrampicare in discesa è la più bistrattata e dimenticata in assoluto, nonostante sia un requisito indispensabile per praticare l’alpinismo..

Per questo, oltre al corso di “selvaticità” o di “camminar per gande”, mi piacerebbe realizzare un corso di disarrampicata.

Forse è meglio rinunciare ai “resting” su vie troppo difficili per il nostro livello e affrontare più metri in discesa, disarrampicando?

Petrografia tattile in Val Gerola

venerdì, 24 Maggio 2019

Su queste rocce lisciate dai ghiacciai gli antichi camuni incisero la loro storia. Sono le stesse che affiorano in vaste zone delle prealpi lombarde, Valgerola inclusa.

Si tratta di arenarie e conglomerati grigio violacei (Verrucano Lombardo), testimonianza del lento smantellamento di antiche catene di montagne.

Arrampicare su queste rocce significa mettere le mani sui curiosi ciottoli di vulcaniti arrotondati e afferrare i quarzi sporgenti, una vera e propria lezione di petrografia “tattile” alla portata di tutti.

 

 

Increspature che indicano la via

sabato, 27 Aprile 2019

Oggi le cime del Masino sono come vette del  Karakorum.

Le placche del Piezza asciugano in fretta con il vento da nord.

Le increspature del serizzo indicano in quale direzione muoversi, senza prevedibilità aprono la via.

Più si sale più si mettono a fuoco, paiono diventare sempre più evidenti, le passiamo da mano a piede, sino alla sommità.