Archivi per la categoria ‘alpinismo’

Ricordo e ritorno al Pizzo Cassandra 3226m

martedì, 1 agosto 2017

Con questo caldo il ghiacciaio soffre, numerose bédières dall’andamento tortuoso convogliano una gran massa d’acqua di fusione che improvvisamente si inabissa in profondi mulini.

Una giovane coppia si lega alla mia corda. I genitori di lei salirono in vetta al Cassandra una quarantina di anni fa. Il ricordo potente e indelebile tramanda ai figli il desiderio di tornare per percorrere creste e ghiacciai. Così si conserva una memoria condivisa, fondata su un luogo reale, scandagliato con tutti i nostri sensi nel corso della scalata.

Disgrazia 3678m

mercoledì, 26 luglio 2017

Finalmente la temperatura di zero nella libera atmosfera torna sotto quota 3000m, la neve è compatta, il gelo fa da collante e tiene assieme le rocce rotte della montagna. La cresta Nord-Ovest si innalza a partire dal contatto tra le serpentine della Valmalenco e il granito del Masino. Il contatto litologico coincide con il breve canale che da accesso alla cresta Nord-Ovest: a destra le serpentiniti rossastre ricoperte di verglas, a sinistra il granito grigio.

A scuola di montagna: Pizzo Sella 3515m e dintorni

lunedì, 10 luglio 2017

Sfinge 2802m spigolo N-NE

mercoledì, 5 luglio 2017

Siamo l’unica cordata in parete.

Nubi a cavolfiore si inseguono, alternandosi a strati sottili trasparenti e biancastri che a tratti investono la montagna.

Ci sediamo in vetta con i piedi a sbalzo, a picco sopra la Val Codera, una fresca brezza soffia da nord mentre il calore lieve e gradevole del sole riscalda la schiena e da spessore al silenzio.

Sassa d’Entova 3329m cresta Sud ovest e il ritorno dell’alpinismo classico

sabato, 3 giugno 2017

Se pensiamo alla qualità non eccelsa della roccia, al lungo avvicinamento da Chiareggio e alle modeste difficoltà tecniche, neppure contemplate in un corso d’arrampicata sportiva per principianti, l’idea di percorrere questa cresta, salita per la prima volta nel 1910, non dovrebbe essere nemmeno presa in considerazione.

Eppure è solo affrontando salite come queste, lontani da percorsi affollati, che cancelliamo quella sovrabbondanza di emozioni inseguite sulle vie più gettonate, che soddisfano solo per un attimo i nostri desideri di conquista, ma a volte impediscono di contemplare più vasti orizzonti.

Qui si rafforza la sensazione di non gettare via il tempo in “attività d’evasione”, fatte per “ammazzare il tempo”, ma si sperimenta la possibilità di rinunciare per una giornata alle questioni ordinarie, per rientrare ritemprati, pronti ad affrontare le sfide quotidiane.

Il Russ del Giumellino

lunedì, 28 novembre 2016

Risalire il versante colonizzato dal mugo per raggiungere la base della parete significa neutralizzare l’obbligo della velocità! Dopo un’ora e mezza d’esercizio nell’aria balsamica ci trasformiamo in piccoli “baroni rampanti”, ormai padroni della tecnica del superamento del “barancio”, che va affrontato camminando leggeri sopra i suoi rami flessuosi, senza cedere alla tentazione di strisciare rasoterra, pena l’inevitabile aggrovigliamento con l’intrico di arbusti ascendenti e cespugliosi.

Il Russ è una solare parete di ottimo serpentino rosso che sovrasta le bucoliche radure del Giumellino, una riserva nascosta di gioco verticale che scatena una folla di piacevoli sensazioni.

Luci abbacinanti sull’altopiano di Fellaria

domenica, 25 settembre 2016

Tutte le volte che ho attraversato il vasto deserto bianco del plateau di Fellaria, oltre i 3500 m,  mi sono sempre chiesto quanti metri di neve e di ghiaccio potessero esserci sotto i piedi. Il profilo delle pareti rocciose che bordano questo importante bacino d’accumulo in quota, preziosa riserva d’oro blu, fanno ipotizzare spessori consistenti. Con le indagini condotte dal Servizio Glaciologico Lombardo attraverso l’impiego del georadar presto potremo avere dati più precisi.

Cima di Musella orientale 3079m, via nuova per caso.

venerdì, 9 settembre 2016

A volte le salite migliori nascono per caso. Partiti con una vaga idea di ripetere una vecchia via degli anni ’70 sulla parete sud est, ci ritroviamo senza relazione e con solo una manciata di  protezioni veloci a vagare senza pensieri, né ambizioni, per la parete sud, scovando una piacevole linea di stampo alpinistico che alla fine ci porta sull’affilata cresta sommitale con vista sui ghiacciai del Bernina.

Scalata luminosa al Pizzo Ventina 3261 m

sabato, 27 agosto 2016

“Bella montagna dalle pareti ardite, quasi incombente sull’alpe Ventina e sulla piana di Forbicina. Da nessun altro punto il Monte Disgrazia si presenta con forme così grandiose”. Così il conte Bonacossa descrive nella vecchia guida dei monti d’Italia questa cima ormai dimenticata e poco percorsa, raggiunta stamane direttamente da Chiareggio.

 

Note: con il ritiro dei ghiacci le condizioni di questi itinerari risultano mediamente ben più impegnative rispetto a quanto riportato nelle guide alpinistiche di un tempo. Le cosiddette “normali” spesso presentano difficoltà alpinistiche non indifferenti e richiedono capacità di adattamento continue per via delle condizioni mutevoli e delle pendenze maggiori dei ghiacciai in via di arretramento, ormai quasi completamente privi di copertura nevosa. Le parti rocciose risultano più estese, con tratti instabili o lisciati a complicare le cose. In breve queste salite spesso richiedono un impegno che manca in molte vie moderne su roccia. Nelle foto seguenti: raffronto agosto 1929 e agosto 2016.

 

Spigolo nord Pizzo Badile 3308 m

martedì, 23 agosto 2016

Perdere tempo ad arrampicare su una grande muraglia di granito, sferzata dal vento gelido da nord, può sembrare decisamente fuori tempo in un mondo agevole e “sicuro”. In realtà scalare lo spigolo nord del Badile può essere una piccola contrapposizione agli obblighi della fretta e ai ritmi sfrenati del quotidiano. Il cielo è terso e il raffreddamento causato dal vento impone una salita senza sosta, sino alla vetta, mentre l’ombra dello spigolo proiettata sulla vicina Punta Turbinasca man mano si va riducendo. La lunga discesa dal versante italiano è inondata di sole, con le immancabili e rigeneranti abluzioni nel torrente alla piana del Porcellizzo.