Archivi per la categoria ‘alpinismo’

Vallone di Scerscen: scalate di ampio respiro

domenica, 20 Settembre 2020

Davanti il Bernina.

Sotto il vallone, scavato nel corso dei millenni dalle acque di fusione dei ghiacciai.

C’è odore di nebbia, che sale sospinta da una brezza ancora estiva. Si alterna a quello di erba secca, foglie di rododendro e di ginepro.

Un bel viaggio tra pilastri, canali, diedri, cenge, strapiombi, placche, fessure…

(Sasso Nero, versante Est, via “Nives” apritori Augusto Rossi e compagni 2017, 11 lunghezze 6b)

Nuova geografia del disgelo

lunedì, 31 Agosto 2020

Nevicate abbondanti di primavera e fresche temperature d’inizio d’estate hanno per un po’ mascherato l’inarrestabile disgregazione degli apparati glaciali.

A fine agosto una nuova geografia del disgelo è ormai sorprendente realtà.

Possiamo decretare la scomparsa della Nord del Disgrazia, intesa come salita su ghiaccio.

E’ una montagna che cambia pelle, sempre più povera di ghiaccio e instabile, da interpretare e salire in modo diverso dal passato.

Foto di Laura Cirillo che ringrazio per la gentile concessione.

Riserva di silenzio

mercoledì, 12 Agosto 2020

Le faticose vie di accesso (da sud) alle cime del Bernina conducono ad autentiche riserve di silenzio, solitudine e ampi spazi.

Se eliminassimo la scocciatura della partenza notturna, le lunghe ore di cammino, la schiena sudata e il dedalo di crepacci da decifrare al chiarore della frontale…proveremmo lo stesso stupore al sorgere del sole?

Montagne o trofei?

mercoledì, 29 Luglio 2020

Che si tratti di portare a casa una vetta, una raccolta di porcini, una fotografia, la logica del trofeo quasi sempre condiziona il nostro muoversi in montagna. Una sorta di prelevamento immediato, in grado di darci sollievo e soddisfazione.

Può esistere una via alternativa meno scontata e superficiale? Saper guardare, imporsi dei limiti, ma anche ricercare nuovi percorsi e significati?

Esplorare le rocce lungo la via abbandonata da decenni che conduce al rifugo più alto di Lombardia (3609m) ha un diverso valore rispetto al raggiungimento della vetta del Bernina districandosi tra le cordate?

Inseguire ed osservare i ciuffi di ranuncoli che per poche settimane fioriscono in luoghi tanto impervi da concedersi in visione soltanto a pochi è forse meno interessante rispetto al selfie sulla cima? Questi fiori aggrappati alle rocce a grandi altezze non rappresentano un’immagine di bellezza, qualcosa di irreale nell’atmosfera un po’ rarefatta delle altitudini?

Cresta Güzza o Crast’Agüzza 3869m

giovedì, 23 Luglio 2020

Pochi prestano caso all’ombra proiettata sul ghiacciaio di Scerscen Superiore al sorgere del sole. E’ la sagoma inconfondibile della montagna più ariosa e panoramica del Gruppo del Bernina.

La sua salita è un’immersione nell’aria e nella luce.

Ottocento metri di vuoto ci separano dalla distesa bianca sottostante, ricamata dalle morene mediane che si allungano parallele verso sud.

Davanti a noi tutti i giganti delle Retiche: lo scivolo della Nord del Roseg, la grande muraglia trapezoidale di diorite dello Scerscen, percorsa da tre rampe sovrapposte inclinate verso Est, il Bernina e la sua spalla nevosa incisa delle processioni di alpinisti diretti alla vetta, la lucente sella nevosa che collega Zupò e Argent…

Punta Biella o Cima Centrale di Musella 3088m

venerdì, 17 Luglio 2020

Ai giovani aspiranti scalatori occorrono immediatezza e montagne luminose. Le poco note Cime di Musella nascondono un piccolo concentrato d’alpinismo non distante dal rifugio.

Non a caso queste piccole ma interessanti vette furono la “palestra” ideale della “Scuola di Ghiaccio e Roccia” con base al Rifugio Marinelli negli anni ’30 del secolo scorso, dove le Guide del Bernina dispensavano lezioni pratiche di: “marcia senza ramponi su pendii ghiacciati e taglio di gradini, marcia in cordata su ghiacciai, crestini e mezzi moderni di assicurazione, ascensio­ni di ghiaccio, ascensioni miste….”.

La vetta mancata ci insegna qualcosa? Verso il Roseg tra le nubi.

mercoledì, 15 Luglio 2020

Tutti cerchiamo il sole, la splendida foto di vetta da postare. Amiamo la neve abbacinante, detestiamo la pioggia.

La nebbia no, la nebbia non se la fila nessuno, soprattutto in montagna.

Eppure la nebbia è uno strano calore.

Il mancato rigelo notturno che rende estenuante da subito la marcia lungo il ghiacciaio è dovuto alla nebbia.

Attraversare lo Scerscen superiore nella nebbia è un piccolo bagno d’umiltà. Muoversi dentro un muro di niente, sfidando una coltre spessa quanto inesistente ci riporta con i piedi per terra.

Nella nebbia non si può anticipare nulla: centrare il valico nei pressi del bivacco Parravicini, il passo Sella e l’imbocco del ripido canale che si stacca da la Vadret da Sella si trasforma in un esercizio continuo dei sensi.

Raggiungiamo 3600m, il muro bianco persiste e la cresta sommitale non si distingue dal cielo, è tempo di rientrare.

Piz Zupò 3996m

giovedì, 9 Luglio 2020

Mentre i gesti della consuetudine convogliano le carovane dei “quattromilisti” al Bernina, le lontane e inospitali creste e cime attorno confermano la loro intensa e coinvolgente bellezza.

Qui si può realmente calpestare neve immacolata, respirare aria rarefatta e sentirsi sospesi sopra l’abisso.

Nuove sorprese alla Est del Rachele

lunedì, 22 Giugno 2020

Abitare sotto questa montagna è un piccolo privilegio.

Arrampicare alla Est del Rachele significa sfuggire ad ogni etichetta, classifica, attestazione.

L’avvicinamento è improbabile, fuori da ogni consuetudine del climber collezionista di metri di roccia, le difficoltà sono “classiche”, le vie praticamente senza chiodi, impossibili da ritrovare seguendo le relazioni stampate.

Ogni volta si passa da una parte diversa, perdendosi nel caos minerale, tra muri, diedri, spigoli e spuntoni.

Poi quasi per caso ci si ritrova a superare la magnifica placca rossa sommitale, che da sola vale il viaggio.

Mezzo metro di neve nuova ricopre la cima.

La discesa si arricchisce di istanti e nuove sorprese.

Catalogo viaggi estate 2020

mercoledì, 3 Giugno 2020