Nuove sorprese alla Est del Rachele

Abitare sotto questa montagna è un piccolo privilegio.

Arrampicare alla Est del Rachele significa sfuggire ad ogni etichetta, classifica, attestazione.

L’avvicinamento è improbabile, fuori da ogni consuetudine del climber collezionista di metri di roccia, le difficoltà sono “classiche”, le vie praticamente senza chiodi, impossibili da ritrovare seguendo le relazioni stampate.

Ogni volta si passa da una parte diversa, perdendosi nel caos minerale, tra muri, diedri, spigoli e spuntoni.

Poi quasi per caso ci si ritrova a superare la magnifica placca rossa sommitale, che da sola vale il viaggio.

Mezzo metro di neve nuova ricopre la cima.

La discesa si arricchisce di istanti e nuove sorprese.

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