Cerotti verdi?

E’ stato interessante partecipare al dibattito all’interno della rassegna Milano Montagna riguardo ad un tema assai complesso, che tocca i cambiamenti climatici in atto e i connessi modelli di sviluppo della montagna.

Il reportage fotografico di Tomaso Clavarino incentrato sulla montagna dismessa, sulle stazioni sciistiche abbandonate (centinaia disseminate lungo le Alpi), messe in crisi dal clima che cambia, ha costituito il filo conduttore dei pensieri e del racconto condiviso con Maurizio Dematteis e lo stesso Tomaso.

E’ stato uno dei tanti momenti di una ricca serie di presentazioni e approfondimenti legati ai temi della “sostenibilità ambientale e dell’economia circolare”.

Quel che traspare è che la natura si inquadra sempre come un oggetto separato, distante, persino fuori dalla società. Quasi sempre da sfruttare oppure da proteggere, presa d’assalto come grande discarica oppure mitizzata come luogo di svago e di avventura.

Insomma l’ambiente è qualcosa da consumare, come se fosse un oggetto, anche nella sua conservazione.

Grafici, studi, numeri e modelli indicano il baratro.

La pressoché totale assenza di percezione, relazione e comprensione di questa natura, impedisce di prenderne coscienza.

Allora sorge il dubbio che in fondo la questione dei cambiamenti climatici sia una questione culturale ancor prima che tecnica, una sfida che parte dal significato del rapporto tra uomo e natura, prima di buttarsi a capofitto nelle esibizioni di “sostenibilità”, soluzioni “green” e applicazione di cerotti verdi più o meno sofisticati e vistosi …

Forse non solo tecnica e management, ma ricostituzione di sistemi sociali che tengano conto della relazione con l’ambiente? Una ripartenza da condivisioni intime, familiari, che riportino a regole morali? Così come è stato per tanto, tantissimo tempo, prima del “default”?

Insomma tentare di comprendere che in fondo l’ambiente che ci circonda ci fa vivere o scomparire e che i beni comuni richiedono una cura collettiva, un rinnovato senso locale per ritrovare una buona Terra.

Tutto il resto scivola via come gli scrosci d’acqua battente di queste (calde) giornate piovose d’autunno che gonfiano i torrenti sulle Alpi… con l’isoterma di zero a 3500 metri…

Un Commento a “Cerotti verdi?”

  1. Cerotti verdi? - ha detto:

    […] verdi? di Michele Comi (pubblicato su stilealpino.it il 22 ottobre […]

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