Traversata del Disgrazia da Est a Ovest passando per la Corda Molla

Raggiungiamo i gendarmi lungo la cresta al primo chiarore del giorno.

Nessun segnale, cartello, catena o altra facilitazione indica il cammino.

La montagna si svela standoci dentro.

Leggendo le pieghe della roccia, scoviamo il passaggio più agevole, spesso invisibile da lontano, ma che ci fa guadagnare quota rapidamente.

Senza affanno, ma con un’arrampicata fluida e regolare, presto ci portiamo sotto le rocce sommitali.

Alle 8.30 siamo in cima, con la luce morbida che solo il primo mattino sa regalare.

Ancora una volta abbiamo assaporato una relazione vitale con gli elementi naturali.

Abbiamo investito di più nel rinunciare a ciò che è superfluo, concentrandoci sul passo, fermo e leggero, piuttosto che riempirci lo zaino di ferraglia eccedente.

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