Gennarino l’alpinista – Luciano de Crescenzo

Gennarino l’alpinista

Sono in giro pe ‘ncoppa ‘e Quartieri.  A sentire la gente sembrerebbe una delle zone più malfamate di Napoli, il luogo preferito dalla peggiore prostituzione maschile e femminile. In pratica è un posto come ce ne sono tanti, specialmente nelle città di mare, dove è possibile incontrare di tutto: il bene e il male, la truffa e la cortesia.

L’intera zona fu costruita nel XVI secolo dal famoso viceré Don Pedro di Toledo e destinata all’alloggiamento delle truppe spagnole. I vicoli dei Quartieri formano una fitta ragnatela e s’inerpicano da via Toledo fino a raggiungere il sovrastante corso Vittorio Emanuele.

Mentre sono lì che cerco facce e luoghi caratteristici, una donna mi chiama e mi avverte che ho la piega del pantalone scucita. “Giovane!” (questo appellativo viene in genere usato nei confronti delle persone sconosciute, qualsiasi sia la loro età). “Giovane, tenite ‘o canzone scusuto. Stateve accorto ca s’impizze ‘a piega sott’a scarpa!”.

“Grazie, signora, potete indicarmi qualcuno che me la possa ricucire?” “ Andate al vicolo appresso: là ci sta Gennarino l’alpinista”.

“L’alpinista?”. “Così lo chiamano, ma fa il pantalonaio. Voi come voltate l’angolo ve lo trovate in faccia. Entrare nel primo basso e che vedete e dite: ca me manna ‘onna Teresa ‘a chianchera. Quello è tanto una brava persona! Ve lo cuce all’erta all’erta (in piedi) senza farvi nemmeno spogliare”.

Seguo le istruzioni ed entro in un basso. Mi rendo subito conto di avere a che fare con l’alpinista in persona in quanto tutte le pareti del basso sono completamente tappezzate di poster e di fotografie di montagne. Riconosco a prima vista il Cervino, il complesso del Monte Bianco e la Marmolada. Ho qualche perplessità invece per Gennarino. In genere gli appassionati della montagna me li sono sempre raffigurati forti, barbuti e con la faccia indurita dal sole. Gennarino all’incontrario è calvo e ha un aspetto mite, più tipico di un impiegato che non di uno scalatore.

Spiego il mio problema a Gennarino, a differenza di quanto previsto da donna Teresa, m’invita subito a sfilare i pantaloni. Resto in mutande. La porta aperta del basso mi crea sicuramente una situazione di imbarazzo. Dopo un po’, tanto per darmi un contegno, comincio un po’ di conversazione.

“Vi piace molto la montagna?”

“E’ la mia passione!”

“E ci andate spesso?”

“Mai non mi sono mai mosso da Napoli”

“E perché?”

“Perché sono pigro. Prendete adesso per esempio, è mezz’ora che ho sete e vorrei un bicchiere d’acqua, eppure non vado in cucina perché mi scoccio di alzarmi, figuratevi in montagna!

Luciano de Crescenzo

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