Pellegrinaggio alla Nord-Est del Badile

Per i malenchi pare fosse una consuetudine scavalcare il Muretto e raggiungere la vicina Bregaglia per recarsi in processione alla chiesa di San Gaudenzio a Casaccia. Il pellegrinaggio cessò quando la Riforma arrivò ai piedi del Badile e i bregagliotti decisero di profanare l’edificio nel 1551,  facendo a pezzi immagini e reliquie per poi gettarle nel torrente Orlegna…

Il nostro viaggio in Bregaglia si ricolloca alla fine degli anni ’80, quando con il mio amico Ilario (Chichi), all’incirca maggiorenni, puntammo decisi per la Cassin, alla nostra prima incursione alpinistica in zona, senza aver mai visto dal vicino la montagna.

Grandi zaini, passione smisurata, pan e pagn e un robusto mazot del papà di Ilario per ribattere i chiodi (mai usato) costituirono la principale dotazione di materiali per affrontare la salita.

A completare la cordata Danilo, un amico Valtellinese un po’ più grande, che ci trasmise il desiderio di salire il gigante di granito.

Dalla cengia di attacco ancora invasa dalla neve attaccammo i sistemi di diedri e fessure che portano nel cuore della parete.

Presto perdemmo il conto delle lunghezze superate e le pagine fotocopiate con lo schizzo di salita si rivelarono inutili.

Io e Chichi ci alternammo in testa, superando in velocità i tratti caratteristici a lungo immaginati (diedro Rebuffat, cengia mediana, bivacchi Cassin) sino ai camini e le fessure terminali che portano in cima allo spigolo e in breve alla vetta.

D’istinto, senza troppi pensieri, ci ritrovammo felici e leggeri a discendere il versante Sud inondato di sole.

Lascia un Commento