Traccia di memoria al Naso di Ghiaccio al Cambrena 3604m

Si allungano le ombre proiettate sulla Vadret da Pers e finalmente il termometro ritorna sotto allo zero dopo un’estate che sembrava non finire mai.

Attacchiamo lo sperone superando uno scivolo di ghiaccio coperto da detriti, tagliato da un dedalo di crepi, segno tangibile della sofferenza del ghiacciaio degli ultimi mesi. Il gelo immobilizza i frammenti di roccia sparsi lungo la parete. Nessuno si aggira nella grande comba glaciale che si estende tra il Palù e il Diavolezza.

La salita della calotta sommitale lascia una traccia nella memoria difficile da cancellare.

 

Un Commento a “Traccia di memoria al Naso di Ghiaccio al Cambrena 3604m”

  1. gloria ha detto:

    Anche io lo metto tra Coup e Ghost, la traccia n. 2, Riptide, Build The Love e Undefeated sono fantastiche. Esaltante il lavoro di basso di Pontus Egberg, a cui viene concesso il giusto e meritato spazio anche con sprazzi di “solo (vedi il finale della traccia 2). Inquietante comunque la facilità compositiva del gruppo in termini di chorus, ho scorso la tracklist e come leggevo un titolo già in testa partiva il ritornello. Sul disco dell”anno io prima voglio sentire, in ordine di aspettative: State of Salazar, Dracula, Creye, e soprattutto Care Of Night (i Seventh Wonder, che seppur Frontiers sono altro genere, non li cito ma sarà UN disco dell”anno).

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